Mazara. I Consiglieri Safina e Mauro chiedono l’annullamento in autotutela della deliberazione consiliare n.128 del 20/10/2015

I media locali e regionali hanno recentemente ripreso la questione della esternalizzazione del servizio riscossione delle entrate del comune di Mazara del Vallo nonché del servizio di supporto dell’attività di accertamento e riscossione in ragione di diverse motivazioni che non appaiono assolutamente condivisibili se raffrontate con le linee guida governative che hanno trovato la loro apoteosi nella legge di bilancio 2017 con la quale ha posto fine alla Società di riscossione Equitalia.

È nota urbi et orbi la pluralità di motivazioni che hanno indotto il Governo a concretizzare tale ipotesi soprattutto in ragione delle motivate lagnanze (quasi grida di dolore) che più parti d’Italia si sollevavano in direzione dell’Esecutivo per le difficoltà ad onorare le esose pretese di Equitalia, non per quanto attiene il pagamento del debito ma soprattutto per quel che concerne le modalità della riscossione e gli aggravi esosi di aggio e di interessi, quasi da usurai.

L’inversione di tendenza del Governo Nazionale, di ricondurre la riscossione delle entrate tributarie dall’esterno all’interno della macchina statale è un chiaro segno della volontà di coinvolgere tutti gli enti dotati di autonomia impositiva, come gli enti locali, al fine di consentire enormi fette di risparmio che, gioco forza, nei servizi esternalizzati gravano sulle tasche dei cittadini.

La gestione diretta della riscossione dei tributi certamente impone all’ente locale una riorganizzazione globale e radicale del servizio entrate con priorità assoluta di uomini, mezzi, programmi e corsi di formazione che devono trovare una corsia preferenziale sia nelle pieghe del bilancio e sia nel personale che deve essere dotato di una professionalità non comune mediante la formazione acquisita in corsi di livello qualificato.

L’infelice scelta operata dall’Amministrazione comunale è frutto, invece, di un comportamento che mira non a tagliare i molti lacci e laccioli che finora hanno costituito la palla al piede dell’Ufficio Tributi, ma a prediligere la via più semplice che è quello di dare tutto il servizio di riscossione all’esterno, pagandolo caramente a suon di milioni di euro, dimenticando però che, in ogni caso, andrebbe fatto il controllo sull’attività di questo gestore esterno e forse, per la carenza strutturale interna, andrebbe dato un altro incarico esterno, magari a uno o più docenti universitari, chi lo sa, per le verifiche di rito.

Sig. Presidente del Consiglio, i tempi che la nostra amata Città sta vivendo, insieme alla nostra amata Italia, sono gravati da una crisi che ha uno spessore tale che non si riesce ancora a quantificarne la durata per vedere quando potrà avere termine.

Certo è il frutto di una crisi globale di un mondo di cui facciamo parte ma del quale, nel nostro piccolo, nella nostra comunità, vogliamo essere i protagonisti e decidere della nostra vita nel tentativo di lasciare alle future generazioni una Città migliore e, soprattutto un’economia migliore.

Ecco perché, proprio in sintonia con i principi che il Governo Nazionale di cui prima dicevo, dobbiamo riportare all’interno del nostro comune la gestione del servizio riscossione delle entrate predisponendo un piano programmatico che preveda il rafforzamento del servizio tributi con ulteriore personale, anche quello precario, con ulteriori risorse finanziare per acquistare tutto il materiale informatico che necessita e soprattutto far iniziare al più presto possibile i corsi preparatori e formatori per i tecnici e funzionari che faranno parte di tale ufficio.

Per fare questo occorre invertire la scelta fatto l’anno scorso dalla Amministrazione comunale annullando in autotutela la deliberazione n.128/2015 per porre mano alla predisposizione, senza altra perdita di tempo, di quel piano programmatico che prima dicevo.

La proposta allegata alla presente va in questa direzione e contiene un messaggio di assoluta chiarezza sia nei confronti dell’amministrazione comunale in carica e sia nei confronti dei cittadini di cui si deve avere ancora il massimo rispetto e l’assoluta fiducia.

 

OGGETTO: “Annullamento in autotutela della deliberazione consiliare n.128 del 20/10/2015”.

TESTO DELLA PROPOSTA

PREMESSO:

– che un recente articolo del Giornale di Sicilia ha presentato come una “rivoluzione” l’esternalizzazione del servizio di riscossione coattiva delle entrate e del servizio di supporto dell’attività di accertamento e riscossione da parte del Comune di Mazara del Vallo;

RICORDATO:

– che con provvedimento n.128 del 20/10/2015 il massimo consesso civico aveva stabilito:

a) – di procedere all’affidamento:

a.1) – del servizio riscossione coattiva di tutte le entrate comunali non prescritte;

a.2) – del servizio di supporto all’attività di accertamento e riscossione ordinaria di tutte le entrate comunali;

b) – di procedere all’esternalizzazione di entrambi i servizi di cui prima previo espletamento di una procedura di gara ad evidenza pubblica;

c) – d’individuare tre criteri di ammissibilità, non frazionabili, per la partecipazione alla gara;

– che l’approvazione del provvedimento de quo è avvenuta dopo un’accesa polemica tra maggioranza ed opposizione che indicava nella gestione comunale del servizio riscossione (per come di fatto è finora avvenuto) e nell’individuazione degli evasori, l’unica via d’uscita per rimpinguare le casse comunali mentre, di contro, l’esternalizzazione del servizio sarebbe stato un danno per il bilancio comunale considerato l’elevato importo che il comune avrebbe dovuto pagare, seppure a percentuale, sul riscosso, al privato vincitore della gara di appalto;

EVIDENZIATO che, in quella sede,

– l’Amministrazione Comunale motivò la scelta dell’esternalizzazione ponendo l’accento:

• sulla «complessità dei servizi e l’attuale dotazione organica dell’Ente non consentono di gestire in via diretta ed in modo soddisfacente i servizi di accertamento e riscossione delle principali forme di entrate comunali tant’è che si è rilevato, di fatto, un aumento progressivo dei residui annui, in quanto sia la percentuale di riscossione delle entrate di competenza che quella di riscossione sono tendenzialmente in riduzione, ed il cui mancato realizzo graverebbe ulteriormente su tutta la collettività»;

• sulla necessità di attivare interventi mirati ad ottimizzare il processo di gestione dei crediti nei confronti di utenti, trasgressori e contribuenti morosi dedicando particolare attenzione al recupero dei crediti più vecchi (residui attivi) perché esposti a forme di prescrizione e a scoraggiare fenomeni di elusione e di evasione;

• sulla necessità che il personale assegnato al settore tributi richiederebbe un aggiornamento ed una formazione continua sulle materie tributarie ed extra tributarie in considerazione dei continui mutamenti normativi;

• sulle difficoltà derivanti dall’introduzione di nuovi tributi contestuali ad una riduzione organica del personale in dotazione al servizio dovuta sia al collocamento a riposo di diverse unità e sia al blocco delle assunzioni;

• sull’esigenza di ridurre i costi a carico dell’ente e dei contribuenti per le operazioni di recupero; di ridurre i tempi per il recupero delle somme iscritte a ruoli; di ridurre il continuo aumento dei residui attivi; di aumentare la percentuale delle somme recuperate rispetto alle partite in carico; di avere a che fare con un solo concessionario; di avere un monitoraggio costante sull’attività di riscossione coattiva e sulle modalità di applicazione;

EVIDENZIATO che, in quella sede, di contro, sono state sollevate tutta una serie di questioni, peraltro non assolutamente trascurabili, quali:

– l’opposizione, per dare una soluzione concreta al problema della riscossione, suggerì una migliore organizzazione del Servizio Tributi, stante che lo stesso era disorganizzato per mancanza di personale, e proponeva anche un corso di formazione per i dipendenti comunali, precari compresi, per assolvere con competenza ad un servizio di notevole rilevanza per l’economia del comune e della città; in altre parole, di investire sulla struttura comunale, sul personale in organico (precari compresi) facendogli acquisire la formazione necessaria e dotando gli uffici preposti degli strumenti necessari per svolgere il servizio di riscossione in maniera professionale; un investimento che resta patrimonio per l’intera collettività, per il futuro dell’Ente, per i giovani che investiranno sul loro avvenire decidendo di fare parte dell’apparato burocratico comunale; anziché potenziarlo invece, l’Ufficio Tributi (un tempo era un Settore) è stato depauperato con una progressività preoccupante; infatti, la gestione delle entrate tributarie evidenzia l’andamento di seguito riportato, senza che l’Amministrazione abbia intrapreso alcunchè per invertire il trand negativo, mentre i dirigenti hanno sempre percepito l’indennità di risultato, avvalorato dal parere dei componenti del Nucleo di Valutazione:

• anno 2012 costo del servizio €.684.000

• anno 2013 “ €.582.000

• anno 2014 “ €.426.000;

– la validità giuscontabile del doppio parere negativo dell’Organo di Revisione (n. 37/2015 e n.41/5015) sui quali non sembra possibile sollevare dubbi di sorta ove si rilegga l’intero intervento del Segretario Comunale riportato tra quelli elencati nell’atto consiliare n.128/2015, lungo e documentato intervento (pagg.4, 5 e 6) a cui si rimanda e che, ricostruendo l’intero iter procedimentale, riprende appunto e tra l’altro, la decisione finale del Collegio dei Revisori dei Conti che «ritiene l’istruttoria ancora carente in quanto mancante dei benefici conseguibili con l’esternalizzazione, di una loro descrizione a livello qualitativo e quantitativo»; parere ancor più tranciante ove si consideri che è stato emesso successivamente all’esame della relazione formalizzata dal ragioniere capo su insistenza proprio dell’Organo di Revisione a comprova e a conferma che per l’esternalizzazione del servizio di riscossione dei tributi e suoi annessi e connessi, il dirigente competente non ha dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, quali siano i reali e concreti benefici economici, i vantaggi derivanti al Comune;

– il problema del controllo sul privato gestore da parte della Amministrazione Comunale che dovrebbe, sempre e comunque, coinvolgere proprio personale interno per evitare gli atteggiamenti troppo aggressivi e poco rispettosi della realtà economica da parte del soggetto deputato alla gestione del servizio; se, cioè, sarà nelle condizioni di evitare gli estremismi del gestore esterno, senza disporre di personale interno dotato della professionalità per avviare e mantenere sul terreno un’attività di controllo certosina e capillare nei confronti del concessionario;

– l’attività del gestore privato esterno avrà effetti devastanti per i cittadini che saranno costretti a pagare, oltre al debito, costi aggiuntivi che, purtroppo, l’Amministrazione dovrà sostenere per garantire un servizio di questo tipo, con la contestuale perdita della serenità familiare quando si troverà dietro la porta un funzionario che chiederà il pagamento oppure quando si vedrà notificare un fermo amministrativo per un pagamento che non potrà eseguire, in tutto o in parte;

– l’infelice scelta dei tempi per l’esternalizzazione del servizio che avviene in un grave periodo di crisi economica che sta facendo storia perché mai si era verificato, a partire dal dopoguerra, un periodo di crisi così nero per tutti, dove i poveri continuano ad aumentare con incremento esponenziale e, dove, lo vediamo tutti, le mense sociali sono ogni giorno sempre più affollate;

– la reale e concreta incertezza di poter riscuotere i tributi attraverso l’esternalizzazione del servizio soprattutto riportando alla mente il fallimento della Società Tributi Italia cui il Comune di Trapani ha affidato la riscossione dei tributi comunali. Basta ricordare che la predetta società, nata come concorrente di Equitalia e che vantava la riscossione dei tributi presso oltre 400 comuni, ha visto il suo amministratore arrestato dalla Guardia di Finanza. Per chiarezza, in questa infelice scelta, il Comune di Trapani ha perso tra i due e i tre milioni di euro. Oppure il fallimento della Società Gema, affidataria del servizio riscossione dei tributi di alcuni comuni, anch’essa fallita (basta andare in internet per trovare tutte le notizie che servono);

– la strana concomitanza con la chiusura di Equitalia; cioè mentre il Governo Italiano chiude i battenti di Equitalia riportando tutta l’attività di riscossione e accertamento all’interno dell’Agenzia delle Entrate, cioè dall’esternalizzazione alla riscossione diretta, il Comune di Mazara del Vallo sceglie l’indirizzo opposto, cioè quella via stroncata proprio dalla legge di bilancio 2017; con la chiusura di Equitalia, che secondo le dichiarazioni ufficiali governativi, è nata «da un’idea giusta, ma il modello su cui si è sviluppata è stato inutilmente polemico nei confronti dei cittadini, vessatorio», l’anno prossimo saranno eliminati gli alti interessi e le more che caratterizzavano l’ente di riscossione e il Governo ha dichiarato che con la sua chiusura si guadagneranno ben 4 miliardi che possono essere reinvestiti nella manovra per il 2017: quale messaggio può essere ancora più chiaro per il Comune di Mazara del Vallo;

RILEVATO:

– che, secondo i dati forniti dall’assessore alle finanze del nostro comune, l’importo a base di gara complessivamente presunto ammonta a 9 milioni e 850 mila, oltre IVA, e risulta quantificato secondo un aggio del 3,5% spettante al privato concessionario per il supporto al servizio di riscossione di tutte le entrate comunali, aggio calcolato sul totale delle emissioni per tutta la durata dell’appalto;

– che, in pratica, su tutte le somme incassate per tributi il privato gestore, vincitore dell’appalto:

1.) – avrà come aggio il 3,50%;

2.) – avrà un aggio dell’8% sulle somme riscosse per le annualità arretrate con riscossione coattiva sulla base dei residui attivi (ovvero sui crediti non ancora prescritti);

3.) – avrà un aggio del 18% sul recupero dell’evasione/elusione;

– che saranno esternalizzati anche quei tributi la cui riscossione avviene con facilità, esempio con l’autoliquidazione (IMU, TASI, TARI, TOSAP, ICI, TARSU, ecc.), così come per gli introiti derivanti dall’occupazione del suolo pubblico, dell’imposta di pubblicità, dei diritti sulle pubbliche affissioni, ecc., il che equivale a fare un regalo a chi si aggiudicherà la gara perché, in tali casi, riscuoterà senza avviare alcuna attività, cioè non farà nulla;

– che dal quadro contabile come sopra delineato, si evince a chiare lettere che affidare all’esterno il servizio riscossione coattiva e il servizio di supporto all’attività di accertamento e riscossione ordinaria di tutte le entrate comunali non farà incassare al comune più somme, ma costerà di più perché si dovranno pagare al gestore esterno esose percentuali che, contabilizzate insieme, ammontano a diversi milioni di euro che verranno meno alle casse comunali come introiti ma che risulteranno come spese; pertanto, tali spese dovranno essere poste a carico dei cittadini con un nuovo incremento delle entrate; è noto, infatti, che il bilancio si chiude in pareggio e che ogni nuova spesa deve essere pareggiata con una nuova entrata;

PRECISATO:

– che la L.R. 30/01/2006, n.1, ha previsto un ulteriore nuovo indicatore premiale finalizzato all’ottimizzazione del servizio di riscossione o di recupero dei tributi locali attraverso l’adozione, da parte del Comune, di un programma operativo annuale;

– che il programma operativo annuale dovrà essere finalizzato a porre maggiore attenzione a tutte le configurazioni di entrate e alle relative fasi procedurali di acquisizione delle stesse monitorando, costantemente ed al contempo, i potenziali fenomeni di elusione ed evasione da parte dei contribuenti (cioè il comune dovrà organizzarsi meglio);

– che anche il Governo nazionale è nell’ottica di valorizzare le capacità di riscossione dei comuni attraverso specifici indici legati al bilanci degli enti locali;

RITENUTO, per le motivazioni fin qui ampiamente addotte, di dover procedere all’annullamento in autotutela della deliberazione consiliare n.128 del 20/10/2015;

RICORDATO:

a) – che la disciplina dell’annullamento in autotutela è prevista nell’art. 21-nonies, comma 1°, della Legge n. 241/1990, il quale prevede sostanzialmente tre presupposti che legittimano l’esercizio del potere di autotutela:

a.1) – l’illegittimità del provvedimento amministrativo da ritirare in autotutela;

a.2) – la sussistenza di un interesse legittimo che consiglia l’esercizio del potere di ritiro dell’atto illegittimo (interesse da ritenere prevalente rispetto a quello al mantenimento dell’atto, ancorché illegittimo);

a.3) – che il potere di autotutela venga esercitato entro un termine ragionevole, in considerazione anche dell’affidamento ingenerato dal provvedimento da ritirare.

b) – che è del tutto evidente e palpabile la presenza di un interesse pubblico attuale e concreto alla rimozione del provvedimento, consiliare n.128/2015 comparando l’interesse posto in campo dall’Amministrazione comunale con l’entità del sacrificio imposto ai cittadini;

c) – che è del pari di tutta evidenza che l’annullamento in autotutela è posto a salvaguardia di un interesse pubblico di primaria importanza, qual è appunto la vita quotidiana dei nostri concittadini gravati da una crisi globale che comporta sacrifici indicibili per mantenere almeno uno stato di dignità socio-economico che consenta loro di fare fronte alla vita familiare mensile;

VISTA a tal proposito la deliberazione giuntale n.118 del 4/08/2015 avente ad oggetto «Esternalizzazione del servizio di riscossione coattiva di tutte le entrate tributarie, extra tributarie e patrimoniali e supporto all’attività di accertamento e riscossione ordinaria dei tributi comunali. Programma operativo finalizzato alla ottimizzazione del servizio riscossione»;

VISTA, altresì, la deliberazione giuntale n.153 del 29/10/2016 avente ad oggetto «Presa d’atto del capitolato speciale d’appalto per l’affidamento di gestione, accertamento e riscossione coattiva di tutte le entrate comunali non prescritte e del servizio di supporto all’attività di accertamento e riscossione ordinaria di tutte le entrate comunali a valere quale atto di indirizzo»;

VISTO l’art.8 dello Statuto comunale vigente per quel che attiene alle funzioni e alle competenze del Consiglio Comunale;

VISTO l’art.24 del vigente regolamento dei lavori consiliari nella parte in cui disciplina il diritto d’iniziativa del consigliere comunale;

VISTO, altresì, l’art.78 del vigente regolamento dei lavori consiliari nella parte in cui disciplina l’approvazione, la revoca e la modifica degli atti deliberativi di competenza secondo i principi dell’autotutela;

VISTO l’art.42 dell’O.R.EE.LL. ex D.Lgs. n.267/2000 e successive integrazioni e modifiche, che disciplina le attribuzioni del consiglio comunale ed individua gli atti fondamentali di sua esclusiva competenza;

TUTTO ciò premesso e considerato;

SI PROPONE

1°) – Di annullare in autotutela, ai sensi e per gli effetti dell’art. 21-nonies, comma 1°, della Legge n. 241/1990, la deliberazione consiliare n.128 del 20/10/2015 avente ad oggetto «Esternalizzazione del servizio di riscossione di tutte le entrate tributarie, extra tributarie e patrimoniali e supporto all’attività di accertamento e di riscossione ordinaria dei tributi comunali».

2°) – Di dare atto che, per l’effetto, ai sensi dell’art.42 dell’O.R.EE.LL. ex D.Lgs. n.267/2000 e successive integrazioni e modifiche, cessano di avere efficacia:

2.1) – la delibera della Giunta Municipale n.118 del 4/08/2015 avente ad oggetto «Esternalizzazione del servizio di riscossione coattiva di tutte le entrate tributarie, extra tributarie e patrimoniali e supporto all’attività di accertamento e riscossione ordinaria dei tributi comunali. Programma operativo finalizzato alla ottimizzazione del servizio riscossione»;

2.2) – la delibera della Giunta Municipale n.153 del 29/10/2016 avente ad oggetto «Presa d’atto del capitolato speciale d’appalto per l’affidamento di gestione, accertamento e riscossione coattiva di tutte le entrate comunali non prescritte e del servizio di supporto all’attività di accertamento e riscossione ordinaria di tutte le entrate comunali a valere quale atto di indirizzo».