Una svolta nella raccolta rifiuti urbani e speciali di Mazara. Per 5 anni saranno gestite dal raggruppamento di imprese costituito dalla Tech Servizi, Ecoin e Icos che si era classificato al secondo posto nella gara di appalto fra le cinque imprese partecipanti. Il comune ha aggiudicato definitivamente l’appalto multi-milionario di oltre 26 milioni di euro per 5 anni, la relativa determina reca la firma del dirigente del secondo settore di Palazzo dei Carmelitani, Maria Stella Marino (nella foto). E’ stato, quindi, cambiato il contraente che in un primo momento era il raggruppamento temporaneo di imprese composto dalla Senesi e dalla Eco Burgus, al quale l’Urega di Trapani aveva aggiudicato provvisoriamente l’appalto. Il cambio è la conseguenza della vicenda giudiziaria nella quale è rimasta coinvolta la Senesi con l’arresto dell’amministratore delegato della società di Porto Sant’Elpidio. Al centro dell’inchiesta la presunta illecita gestione della raccolta dei rifiuti nei Comuni di Trecastagni, Misterbianco e Aci Catena, con diramazioni nella Sicilia Orientale. Sotto sequestro sono finite alcune società dell’azienda per un valore complessivo di 30 milioni di euro. Fra gli arrestati anche il 58enne Rodolfo Briganti, rappresentante legale della Senesi Spa, accusato di corruzione. Briganti, già nel 2015 risultava al centro di numerose indagini, tanto che la stessa ditta aveva l’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Fermo. La successiva nomina dell’amministratore giudiziario alla Senesi sembrava potesse preludere all’aggiudicazione definitiva dell’appalto al raggruppamento primo classificato ma nei giorni scorsi nei confronti della stessa Senesi è stata emessa una seconda interdittiva antimafia sempre dalla prefettura di Fermo. Così, il comune di Mazara, che non ha ricevuto il certificato anti mafia richiesto a causa della seconda interdittiva, ha aggiudicato l’appalto al raggruppamento secondo classificato. Se non sorgeranno ulteriori novità, il comune di Mazara potrebbe pianificare la raccolta puntando sulla differenziata che finora è di circa il 12%, una percentuale lontanissima da quel 65% richiesto dalle norme e regolamenti nazionali e regionali. Rimane però l’altro grande problema da risolvere e cioè dove scaricare i rifiuti dato che le discariche siciliane stanno per esaurirsi. Compito della regione siciliana che non riesce a dare soluzioni compatibili con l’ambiente.
Salvatore Giacalone



