Resta ricoverato all’ospedale “Abele Ajello” di Mazara del Vallo il giovane di 23 anni brutalmente aggredito domenica sera all’interno di un locale pubblico sito nel centro della città. Le sue condizioni, sebbene non più considerate in pericolo di vita, restano gravi a causa di una frattura cranica scomposta e di un’emorragia cerebrale riportate dopo essere stato colpito con un pugno al volto e aver battuto violentemente la testa sul pavimento.
Secondo quanto riferito da un familiare, il ragazzo è attualmente sotto stretta osservazione per l’ematoma cerebrale conseguente alla caduta. I medici del presidio sanitario mazarese sono in costante contatto con l’ospedale Villa Sofia di Palermo, pronti a valutare un eventuale trasferimento qualora le condizioni cliniche dovessero aggravarsi.
Sull’episodio indagano i carabinieri di Mazara del Vallo, che hanno già acquisito e visionato le immagini delle telecamere di videosorveglianza private presenti nella zona, nel tentativo di identificare l’autore dell’aggressione.
Dalle prime ricostruzioni emerge un quadro inquietante: la violenza sarebbe scaturita per un motivo del tutto banale. Il 23enne, mentre cercava di farsi strada nel locale affollato, avrebbe involontariamente invaso lo spazio di un altro avventore, chiedendo subito scusa. Un gesto di cortesia che, invece di stemperare la situazione, avrebbe preceduto l’improvvisa aggressione.
A raccontare quanto accaduto è stata la sorella del giovane, attraverso un post sui social network: «Mio fratello stava trascorrendo una serata piacevole con i suoi amici e la sua ragazza. Passa in mezzo a un gruppo di persone e chiede scusa. Un secondo dopo si ritrova a terra, privo di sensi, in una pozza di sangue, trasportato d’urgenza al pronto soccorso in codice rosso».
L’episodio, avvenuto intorno alle 22.30 del 28 dicembre, riaccende l’attenzione sul problema della violenza improvvisa e sproporzionata nei luoghi di aggregazione della città, dove una banale incomprensione può trasformarsi in tragedia. Un fenomeno che solleva interrogativi sulla sicurezza nei locali pubblici e sulla crescente intolleranza che caratterizza alcuni contesti della movida notturna.
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(Foto d’archivio – non inerente a quanto accaduto e descritto nell’articolo)




