«Nei prossimi mesi il territorio trapanese sarà chiamato a porre dei punti fermi sul suo futuro». Parte da questa considerazione la riflessione del presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che rilancia la necessità di una collaborazione stabile tra istituzioni pubbliche e settore privato per costruire una strategia di sviluppo condivisa.
Secondo Quinci, oggi esisterebbero le condizioni per una «svolta reale e soprattutto duratura», ma sarebbe necessario superare divisioni e logiche legate ai rapporti di forza. Istituzioni e mondo produttivo, nelle loro diverse articolazioni, dovrebbero lavorare insieme all’interno di un progetto comune, attraverso una classe dirigente «aperta al confronto, impegnata nel dialogo e fortemente unita».
Per il presidente del Libero Consorzio servono un accordo di metodo e di merito e una sintesi capace di rappresentare gli interessi del territorio senza essere condizionata dalle diverse posizioni di forza.
Da qui la proposta di un coordinamento permanente, in grado di mettere in relazione le esigenze del territorio e di rappresentarle in maniera credibile ed efficace ai diversi livelli politico-istituzionali, da quello regionale a quello nazionale fino a quello europeo.
«Nelle varie e ripetute dichiarazioni è stato fatto riferimento all’ipotesi di una cabina di regia. Chiamiamola in qualsiasi modo, ma quel che conta, realizziamola in breve tempo», sottolinea Quinci.
Una struttura di coordinamento che, secondo il presidente, sarebbe particolarmente importante alla luce delle numerose iniziative strategiche che nei prossimi mesi interesseranno la provincia.
Tra queste viene indicato il Piano Strategico provinciale, la cui redazione è stata affidata alla società KPMG. A breve, spiega Quinci, partiranno gli incontri con i sindaci e successivamente con gli stakeholder locali.
Ma sul tavolo ci sono anche altri progetti destinati ad avere un impatto sul futuro del territorio: la candidatura delle Saline di Sicilia a Riserva della Biosfera MaB Unesco, l’iniziativa “Trapani Città del Mare 2027” e l’evento nazionale dedicato alla valorizzazione del porto, promosso dagli operatori del settore e, in particolare, dall’imprenditore Gaspare Panfalone, che punta a coinvolgere anche le istituzioni.
Di fronte a questa serie di appuntamenti e opportunità, Quinci assicura la disponibilità del Libero Consorzio a fare la propria parte.
«Nelle mie linee programmatiche l’ho definito la Casa dei Comuni e dunque dei territori. Le porte sono aperte, meglio, spalancate», afferma il presidente, sottolineando la volontà di rilanciare il ruolo dell’Ente dopo gli anni di commissariamento.
L’obiettivo è costruire «fondamenta forti» e restituire al Libero Consorzio un ruolo centrale nelle politiche di sviluppo della provincia.
«Il Libero Consorzio è dunque pronto ad assumersi la responsabilità di dare un sistema logistico a idee, iniziative e soluzioni al servizio dell’intera comunità trapanese», conclude Quinci.
Un appello, dunque, alla collaborazione tra pubblico e privato per trasformare le diverse progettualità in una strategia unica e coordinata, capace di presentare il territorio trapanese con una voce autorevole ai tavoli regionali, nazionali ed europei.





