Sette punti di penalizzazione da scontare immediatamente, un’ammenda di 6.500 euro complessivi e una raffica di inibizioni ai vertici societari. È l’ennesima, durissima battuta d’arresto per il Trapani 1905, colpito dalla sezione disciplinare del Tribunale Federale Nazionale della Figc al termine dell’udienza dell’8 gennaio, che ha chiuso il procedimento avviato dalla Procura federale lo scorso novembre.
Il club granata, già partito in questa stagione di Serie C con otto punti di penalizzazione, vede così aggravarsi ulteriormente la propria posizione in classifica. La decisione scaturisce da un deferimento originato dalla segnalazione della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive.
Nel mirino degli inquirenti una serie di violazioni di natura amministrativa. Secondo l’accusa, la società non avrebbe rispettato la scadenza del 16 dicembre per il pagamento degli emolumenti relativi alle mensilità di luglio e agosto a tesserati, dipendenti e collaboratori del settore sportivo. Contestate anche le mancate corresponsioni degli incentivi all’esodo previsti da accordi regolarmente depositati.
A queste irregolarità si aggiungono i ritardi nel versamento della quarta e quinta tranche delle ritenute Irpef e dei contributi Inps, con scadenza ad agosto e settembre. Ulteriore elemento contestato ai dirigenti riguarda le modalità di pagamento degli emolumenti, delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali relativi ai mesi di settembre e ottobre 2025, che sarebbero stati effettuati utilizzando conti correnti diversi da quello ufficiale intestato al club e destinato esclusivamente a tali operazioni.
Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità diretta dei dirigenti e quella propria della società, aggravata dalla recidiva. Da qui il quadro delle sanzioni: quattro mesi di inibizione e 1.500 euro di ammenda ciascuno per il presidente Valerio Antonini e per il dirigente Vito Giacalone; sedici mesi di inibizione e 1.500 euro di ammenda per il segretario amministrativo Andrea Oddo; dodici mesi di inibizione per il commercialista Salvatore Castiglione.
La pronuncia arriva in un clima già teso, segnato anche dalla recente penalizzazione del Trapani Shark nel basket. Antonini ha affidato ai social un duro sfogo, parlando di una giustizia sportiva «ridotta a questo» e contestando l’inammissibilità della ricusazione della giuria dopo le defezioni di alcuni componenti. Parole che lasciano presagire nuovi ricorsi, mentre sul piano sportivo il Trapani è chiamato a fare i conti con l’ennesimo colpo a una stagione già pesantemente compromessa fuori dal campo.




