La Guardia di Finanza di Messina ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca nei confronti di un avvocato condannato per peculato e corruzione nell’ambito di una vicenda legata alla riscossione dei crediti per il servizio idrico del Comune di Taormina.
Il provvedimento, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Messina – Ufficio Esecuzioni Penali, ha riguardato tre immobili per un valore complessivo superiore a 485 mila euro. I beni erano già stati sottoposti a sequestro preventivo nel 2019 a seguito delle indagini patrimoniali condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Taormina.
L’avvocato, che dal 1993 al 2018 aveva ricevuto incarichi dal Comune di Taormina per il recupero delle somme dovute dagli utenti morosi del servizio idrico, è stato condannato definitivamente alla pena di 4 anni di reclusione. La sentenza, emessa dal Tribunale di Messina nel 2020, è stata confermata dalla Corte d’Appello nel 2021 e successivamente dalla Corte di Cassazione nel 2023.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il professionista si sarebbe appropriato di oltre 924 mila euro, somme riscosse dai cittadini e mai riversate nelle casse comunali. Il sistema sarebbe stato attuato anche attraverso l’emissione di false fatture per prestazioni mai effettuate e la mancata trasmissione al Comune dei prospetti riepilogativi delle somme incassate.
Nella vicenda è risultato coinvolto anche un funzionario comunale che, secondo l’accusa, avrebbe omesso i necessari controlli sull’attività di riscossione in cambio di denaro e altre utilità, agevolando così la condotta dell’avvocato.
Gli accertamenti patrimoniali della Guardia di Finanza hanno consentito di individuare beni immobili e disponibilità finanziarie riconducibili al condannato. Tra gli immobili confiscati anche un’abitazione destinata ad attività ricettiva tipo bed and breakfast, pubblicizzata sulle piattaforme online per l’accoglienza dei turisti.
Oltre ai tre immobili, lo Stato aveva già acquisito circa 210 mila euro relativi a somme presenti su conti correnti nella disponibilità del soggetto. L’operazione ha quindi permesso di recuperare beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo vicino ai 700 mila euro.





