Nelle ultime festività ma specialmente fra Natale e Capodanno tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura. A fronte della diffusione di stili di vita sempre più ecosostenibili e attenti al portafogli oltre che al rispetto del pianeta, resta il fatto che comperiamo molto più di quanto in realtà consumiamo. Nelle scorse festività si è fatto il conto che ogni famiglia italiana ha buttato via tra i 50 euro e gli 80 euro secondo i dati di una campagna dell’Unione europea. Acquistiamo una quantità eccessiva di alimenti che non mangiamo e che poi buttiamo via, sotto forma di avanzi. Il valore complessivo di questo spreco di denaro ammonta a 1 miliardo e 32 milioni di euro, ogni anno. Trasmissioni televisive, libri, siti web traboccano di soluzioni contro gli sprechi, iniziative per aiutare chi ha più bisogno, consigli per spendere bene il proprio denaro, eppure invertire questa tendenza non è affatto semplice. Un paradosso, se si pensa alla crisi economica con la quale da anni ci troviamo a convivere ma intanto vengono bandite tavoli con decine di invitanti e cibi di qualità. Succede anche a Mazara dove spesso, specialmente il lunedì, si notano sacchi di spazzatura e non parliamo delle pizzerie e ristoranti. IL periodo è quello in cui si spreca di più rispetto al resto dell’anno. Non consumare il cibo e gettarlo fra i rifiuti significa, oltretutto, sprecare preziose risorse naturali. Si pensi soltanto che per produrre un chilo di carne bovina servono 15mila litri d’acqua. Per non parlare di quanti potrebbero beneficiare di quel cibo – un terzo di quello prodotto nel mondo viene perduto – dagli 870 milioni di persone nel pianeta che soffrono la fame. Ma basta guardarsi intorno per avere conferme. A Mazara la raccolta di rifiuti si è triplicata e non solo nelle famiglie ma anche nel settore della ristorazione si sono registrati mastelli contenenti chili di plastica e di umido. E si registra anche una enorme evasione di tasse sulla raccolta dei rifiuti. Come fare per ridurre gli sprechi? Non ci sono ricette, basterebbe abbinarvi buon senso e qualche sana abitudine per ritrovarci, fra un anno, con un bilancio meno sconfortante in fatto di spreco di cibo. Ci riusciremo? Speriamo che il 2024 sia l’anno del profondo esame di coscienza per il cibo e per la tasca. Alla prossima.
Salvatore Giacalone
15 maggio 2024



