Tre giorni tra mostre, workshop, cinema documentario e fotografia sociale nel cuore del Parco archeologico di Selinunte e nel borgo di Marinella. Dall’8 al 10 maggio torna NONSONOCOSA, il festival che da tre anni mette al centro la fotografia come strumento di lettura del reale, tra impegno civile, memoria e narrazione contemporanea.
L’edizione 2026 segna un’evoluzione importante per la manifestazione, che propone un percorso espositivo diffuso con sei mostre visitabili fino al 7 giugno tra gli spazi del Parco archeologico e il territorio di Marinella di Selinunte. Un dialogo tra artisti internazionali e comunità locali che affronta temi come migrazioni, cambiamenti climatici, identità, memoria collettiva e linguaggio giornalistico.
L’inaugurazione è prevista venerdì 8 maggio alle 20 sulla gradinata del Tempio E, luogo simbolico scelto per dare avvio a un percorso che intreccia storia e contemporaneità. La serata inaugurale proseguirà con la proiezione del cortometraggio documentario “EveryDay in Gaza” di Omar Rammal, dedicato alla quotidianità della famiglia Farra nella Striscia di Gaza durante la primavera del 2025, seguita da una cena collettiva al Lido Zabbara.
Tra gli autori protagonisti del festival figura Francesco Pistilli, vincitore del World Press Photo Award 2018, che presenterà “Limes, boundary, stories”, lavoro dedicato alle rotte migratorie tra Mediterraneo, Balcani e Sud America. Accanto a lui, Cristina Vatielli con “Becoming”, progetto che esplora il rapporto tra corpo, femminilità e natura attraverso l’autoritratto e la fotografia aerea.
Spazio anche alla riflessione ambientale con “Atlas of the New World” di Giulia Piermartiri ed Edoardo Delille, un’indagine visiva sugli effetti del cambiamento climatico che fonde presente e futuro in immagini sospese tra realtà e proiezione. Il collettivo Ronin Platform proporrà invece “RE-Exist”, progetto che mette in discussione i meccanismi della narrazione giornalistica contemporanea.
Tra le esposizioni anche “Sospese – Archivio HIC”, curata dal collettivo mazarese Laura Urbana, che recupera e restituisce nuova vita agli scatti dell’Archivio Boscarino di inizio Novecento. Completa il percorso il progetto “Anno Zero” del giovane fotografo Sergio Attanasio, selezionato attraverso l’Open Call Under 35 dedicata alle nuove generazioni della fotografia sociale.
Il programma prevede inoltre workshop, laboratori e incontri dedicati alla fotografia documentaria, alla scrittura giornalistica, alla rilegatura artigianale e all’utilizzo dei droni nella ricerca visiva. Tra gli appuntamenti anche la presentazione della rivista “Scomodo” e la proiezione di un documentario di ActionAid sulle mutilazioni genitali femminili.
Promosso da Senzanome APS con il sostegno di Cantine Musita e CoopCulture, in collaborazione con il Comune di Castelvetrano, il Libero Consorzio di Trapani e la Pro Loco Selinunte Castelvetrano, il festival è diretto da Camilla Miliani e Mattia Crocetti.
Le mostre resteranno visitabili fino al 7 giugno, data del finissage conclusivo all’Acropoli. L’ingresso al festival è previsto tramite card da 25 euro, comprensiva della Selinunte Open Card che consente ingressi illimitati al Parco archeologico per un anno.







