Si chiude con un autentico record di partecipazione la quinta edizione del Segesta Teatro Festival, diretto da Claudio Collovà. Per oltre un mese il Parco Archeologico di Segesta è stato teatro di un fitto calendario di appuntamenti dedicati al teatro, alla musica e alla danza, trasformando ancora una volta il Teatro Antico e il Tempio in luoghi di incontro, cultura e partecipazione.
Il bilancio finale parla di circa 24 mila presenze, con un incremento di circa un terzo rispetto allo scorso anno. Un risultato che conferma la crescita costante della manifestazione e il suo consolidamento nel panorama culturale siciliano e nazionale.
A scegliere Segesta sono stati spettatori provenienti da diverse regioni italiane e turisti arrivati da numerosi Paesi del mondo, attratti non soltanto dagli spettacoli al tramonto, ma anche dalle rappresentazioni e dai concerti all’alba, ospitati negli straordinari scenari del Parco Archeologico.
«Direi che è andata benissimo e che il Festival continua a crescere – commenta il direttore artistico Claudio Collovà –. Lo scorso anno eravamo felici perché tutto era andato nel migliore dei modi, ma quest’anno è andata ancora meglio».
Per Collovà il risultato è il frutto del lavoro di tutte le persone coinvolte nella manifestazione, dagli organizzatori agli artisti, fino al pubblico.
«È il risultato del lavoro di tante persone, della grande famiglia dei lavoratori del Festival, degli artisti che arrivano a Segesta e di un pubblico che è stato davvero commovente – sottolinea –. Gli spettatori hanno affrontato anche i tempi di attesa inevitabili, sotto il sole e con il caldo, hanno assistito ai tramonti e, in molte occasioni, hanno riempito il teatro anche all’alba».
Il direttore artistico sottolinea inoltre come la crescita delle presenze sia accompagnata dalla qualità della proposta culturale.
«Al di là dei numeri, ciò che mi sta maggiormente a cuore è la bellezza delle proposte inserite nel programma – aggiunge Collovà –. Gli artisti sono arrivati qui con gioia e hanno proposto spettacoli meravigliosi».
Nel bilancio della manifestazione trova spazio anche il territorio. «Il Trapanese è una vasta area della Sicilia occidentale, potente nella sua natura, meravigliosa nelle coste e nel mare e ricca di possibilità. Segesta fa la sua parte: ha un teatro e un tempio e noi li abbiamo trasformati nuovamente in luoghi vivi, così come lo erano un tempo».
Collovà ha quindi rivolto un ringraziamento al direttore del Parco Archeologico di Segesta, l’architetto Luigi Biondo, con il quale ha condiviso cinque anni di collaborazione.
«Tra noi c’è una grande armonia e si è instaurato un rapporto meraviglioso – afferma –. Nei cinque anni di collaborazione non ho mai vissuto momenti di difficoltà: ci sono rispetto per il lavoro, stima reciproca, competenza e capacità di ascolto. È un rapporto davvero felice e tutto questo si riflette nella bellezza del Festival».
Soddisfazione anche da parte di Luigi Biondo, direttore del Parco Archeologico di Segesta.
«È stata una edizione veramente importante, con grandi presenze e soprattutto con un pubblico che si consolida – sottolinea Biondo –. È un pubblico del quale siamo assolutamente orgogliosi, perché è competente, partecipe e soddisfatto di proposte così variegate, capaci di coinvolgere pubblici diversi».
E il lavoro per la prossima edizione è già iniziato: «Possiamo già anticipare che abbiamo cominciato a lavorare per il prossimo anno», conclude Biondo.
Teatro, musica e danza
Il programma della quinta edizione ha proposto una ricca alternanza di generi e linguaggi. Sul palcoscenico sono saliti, tra gli altri, Lella Costa con Lisistrata, Arianna Scommegna con Ecuba, Roberto Latini e Manuela Kustermann con Antigone e Moni Ovadia e Mario Incudine con Le Supplici.
A chiudere la manifestazione è stata la prima nazionale di Agamennone di Eschilo, con Maddalena Crippa e Sergio Basile.
Ampio spazio anche alla musica, con gli Avion Travel, il concerto all’alba di Dardust, i Tamuna, il New Folk Ensemble, il Tarab Dance e Alessio Alessandra, insieme agli altri protagonisti della programmazione.
La danza contemporanea ha visto protagonisti U-Theatre, Arcis Collective e Kataklò Athletic Dance Theatre, con spettacoli dedicati alla ricerca coreografica e ai nuovi linguaggi.
Il Festival ha inoltre confermato la propria dimensione internazionale, ospitando spettacoli provenienti da Taiwan, Olanda, Germania e Francia, oltre al collettivo libanese Zoukak Collective.
Non sono mancati i progetti dedicati ai giovani artisti, il ritorno di Gabriele Vacis con la Trilogia dei Vangeli, il progetto under 35 di Oreste, diretto da Dario Battaglia, e gli appuntamenti capaci di intrecciare teatro, scienza e osservazione del cielo.
A completare la proposta sono stati i laboratori gratuiti aperti al pubblico, pensati per rafforzare il rapporto tra il Festival, il territorio e la dimensione partecipativa dell’esperienza culturale.
Sostenuto dalla Regione Siciliana e dal Ministero della Cultura, il Segesta Teatro Festival chiude dunque la quinta edizione con numeri record e consolida il proprio ruolo tra le principali manifestazioni culturali dell’estate italiana, confermando la vocazione di Segesta come luogo in cui il patrimonio archeologico dialoga con i linguaggi della cultura contemporanea.





