La storia del collettivo Teatro 2 di Mazara del Vallo rappresenta una delle pagine più interessanti del teatro di animazione e di ricerca degli anni ’70 in Sicilia. Non si trattava di una classica filodrammatica di provincia, ma di un nucleo di sperimentazione culturale che interpretava il teatro come strumento di rottura sociale e indagine interiore. E’ questo ed altro ancora il contenuto del libro dell’autore mazarese Luigi (Gino) Burzotta che verrà presentato venerdì 25 settembre alle ore 18 nell’’ex Collegio dei Gesuiti di Mazara. Nel libro, pubblicato da Edizioni ETS (giugno 2026) nella collana “Libertà di psicanalisi”, l’autore affronta il rapporto d’intersezione tra la scrittura teatrale e la psicoanalisi freudiana e lacaniana. Il volume include e analizza due testi teatrali scritti in gioventù dallo stesso Burzotta. Tra questi figurano “Il gallo di carta” e “Rossetto”, quest’ultimo messo in scena con il gruppo Teatro 2 e che costituisce una colonna portante dell’archeologia artistica e teorica confluita nel libro “Scapestrato” che contiene anche alcune foto di scena di questo lavoro avanguardistico. Il gruppo nasce a Mazara del Vallo in pieno clima post-Sessantotto, un periodo in cui il teatro italiano viveva la stagione del “decentramento” e dell’animazione psicosociale. La presenza di Luigi Burzotta segnò la transizione del gruppo verso una ricerca psicodrammatica più definita. Sotto questa spinta, l’attività del Teatro 2 smette di essere solo “sociale” nel senso stretto per diventare esistenziale.
Salvatore Giacalone







