Oltre 3.300 referti istologici consegnati in ritardo, alcuni anche oltre l’anno rispetto ai tempi previsti. È questo il quadro che emerge all’Asp di Trapani, al centro di una vicenda che ha sollevato un’ondata di polemiche e acceso i riflettori della magistratura.
L’Azienda sanitaria provinciale ha deciso di nominare un consulente esterno, uno specialista in medicina legale, con il compito di valutare dieci richieste di risarcimento già presentate da pazienti che denunciano gravi conseguenze legate ai ritardi nelle diagnosi.
Secondo quanto riportato, i casi riguardano soprattutto pazienti oncologici, con diagnosi di tumore arrivate fuori tempo massimo. Le cause principali sarebbero da ricondurre a carenza di personale, problemi organizzativi e criticità nei laboratori di Anatomia patologica.
Tra le storie simbolo dello scandalo c’è quella di Maria Cristina Gallo, insegnante di Mazara del Vallo, che ha atteso otto mesi per ricevere il proprio referto istologico. Una denuncia che ha contribuito a far emergere la gravità della situazione.
Intanto prosegue l’inchiesta giudiziaria, che punta a chiarire eventuali responsabilità penali e amministrative. L’Asp, dal canto suo, assicura interventi per ridurre i tempi di attesa e migliorare il servizio.
Ma per molti pazienti e familiari, il tempo perso non potrà essere restituito.




