“Il primo maggio, festa dei lavoratori, di imprescindibile valore civile, che porta in sé il ricordo di tragedie ed eccidi (Portella della Ginestra), per me è un ricordo mitico legato all’ infanzia ed ha un’ aura magica di festa e di indicibile felicità. Il primo maggio era davvero un giorno speciale, ci riunivano in campagna, in Transinico oggi viale Africa, in quella campagna che non dista molto dal mare. Si accendeva per terra un fuoco con tralci della potatura di viti e di ulivi per arrostire sarde e sgombri appena pescati e teneri carciofi. Una fragranza di profumi e sapori che si celebravano nella convivialità di una rustica colazione assieme a parenti ed amici contadini e pescatori. Sapori antichi e memorabili di un cibo povero annaffiato con ottimo vino di grillo, insolia e grecanico di 14 -15 gradi che celebrava la sacralità del giorno dei lavoratori ma anche l’avvenenza della gioventù e la saggezza degli anziani”.

Giuseppe Modica




