A ottant’anni dall’approvazione dello Statuto Speciale siciliano, il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani Salvatore Quinci interviene con una dichiarazione dai toni critici sullo stato di attuazione dell’autonomia regionale.
Secondo Quinci, lo Statuto rappresenta ancora oggi un riferimento fondamentale per la Sicilia, ma il suo percorso attuativo sarebbe stato segnato nel tempo da “incertezze” e da una capacità politica insufficiente a tradurre i principi in un modello di amministrazione moderno ed efficace.
Il Presidente sottolinea come, a suo avviso, l’autonomia speciale avrebbe dovuto costituire la base per una crescita condivisa dell’Isola, mentre in diversi passaggi storici sarebbe rimasta in parte disattesa o condizionata da scelte politiche non coerenti con la sua piena applicazione.
Un passaggio centrale della dichiarazione riguarda il ruolo dei Liberi Consorzi Comunali, che Quinci collega direttamente all’articolo 15 dello Statuto. L’esponente istituzionale denuncia infatti una persistente difficoltà nel riconoscimento pieno delle funzioni degli enti di area vasta, richiamando anche la recente bocciatura di una norma regionale sullo status degli amministratori.
Per Quinci, tale decisione rappresenterebbe non solo un effetto amministrativo negativo, ma anche un segnale politico che rischia di indebolire ulteriormente il ruolo delle ex Province regionali, già alle prese con criticità strutturali legate a risorse, personale e incertezza normativa.
Il Presidente del Libero Consorzio evidenzia inoltre come gli amministratori degli enti siano spesso chiamati a operare in condizioni di difficoltà, anche economica, per garantire la continuità delle funzioni istituzionali.
In conclusione, Quinci richiama la necessità di un cambio di passo: “Lo Statuto va applicato in tutte le sue parti”, afferma, sottolineando l’esigenza di una autonomia “reale” che si traduca in scelte concrete e non solo in principi formali.



