I POLITICI IMPROVVISATI
Quando si parla di elezioni comunali, regionali, nazionali ed europee, spuntano come funghi i cosiddetti “politici improvvisati”, cioè coloro che, senza arte e né parte, parlano di politica come se si trattasse di un gioco. Essere politici improvvisati, per carità, è un sentimento comune, spesso motivato dal desiderio di essere vicini a leader competenti e preparati. La preoccupazione principale è che coloro che intendono candidarsi senza una solida esperienza in pubbliche amministrazioni, politiche pubbliche o leadership possano non avere le competenze necessarie per affrontare problemi complessi e prendere decisioni efficaci. I candidati “improvvisati” a volte si affidano a retorica populista o slogan semplicistici per attirare l’attenzione, facendo promesse difficili da mantenere o che potrebbero portare a conseguenze impreviste una volta al potere. Senza una profonda comprensione dei processi governativi e delle dinamiche sociali, potrebbe esserci il rischio di concentrarsi su soluzioni a breve termine che non affrontano le cause profonde dei problemi. Tuttavia, alcuni sostengono anche che i “politici improvvisati” possono portare prospettive nuove, possono offrire idee innovative e sfidare i politici di carriera che potrebbero non considerarli. Spesso provengono da esperienze di vita reale al di fuori della politica, il che può consentire loro di comprendere meglio le preoccupazioni e le esigenze dei cittadini comuni. I nuovi volti possono portare idee fresche e innovative, rompendo gli schemi consolidati e sfidando lo status quo, spesso criticato per essere inefficiente o corrotto. Sono uomini e donne che spesso provengono da contesti non politici e possono comprendere meglio i problemi e le esigenze della gente comune, favorendo una maggiore rappresentatività ed infine l’ingresso di figure non convenzionali può attirare l’interesse e la partecipazione di cittadini precedentemente apatici o disillusi dalla politica tradizionale. In sintesi, sebbene i politici improvvisati possano portare entusiasmo e nuove prospettive, i rischi legati alla mancanza di competenza gestionale e all’instabilità politica possono avere conseguenze significative sulla collettività. Politici improvvisati o di “mestiere”, la gente ormai percepisce una grande distanza tra la politica e i bisogni reali. La sensazione è che i politici siano più interessati a logiche interne o di partito che a risolvere i problemi quotidiani. Questa sfiducia si traduce in vari fenomeni, tra cui l’astensionismo e una generale disaffezione, in particolare tra i giovani, che si sentono poco rappresentati e coinvolti. Per le prossime elezioni comunali e regionali bisogna stare attenti nella scelta del candidato per evitare di dire poi “Io non sapevo che il mio candidato era un inesperto di tutto.
Salvatore Giacalone
14 gennaio 2026



