Qualunque analisi del voto che voglia essere intellettualmente onesta non può prescindere dal constatare ed accettare che oltre il 50% degli elettori del territorio provinciale abbia, legittimamente, scelto di affidarsi ai populismi. Al fine di riprendere il dialogo con quella parte di elettorato che oggi guarda altrove, l’area popolare che ho sostenuto insieme al Movimento Liberi dovrà indagare in profondità le ragioni della rabbia e del disincanto sociale che hanno spinto i cittadini a compiere tale scelta. Servirà coraggio, creatività e capacità di superamento degli steccati ideologici e degli schemi tradizionali che rispecchiano sempre meno il comune sentire del corpo elettorale, ma è assolutamente nelle corde dei moderati recuperare quella centralità che i siciliani hanno storicamente assegnato loro. Va detto anche, ad onor del vero, che l’inequivocabile preferenza degli elettori per le ricette populiste è stata ulteriormente rafforzata da una legge elettorale profondamente sbagliata. Un voto svolto attraverso un metodo simile a quello adottato per le elezioni regionali, con collegi più piccoli e con la possibilità per gli elettori di esprimere una preferenza, avrebbe con ogni probabilità consegnato ai populismi percentuali molto meno bulgare.
Concludendo, ritengo doveroso far giungere un sentito grazie a tutti i candidati del centrodestra e in particolare all’amico Toni Scilla, il quale con spirito di servizio ha accettato una sfida notoriamente difficilissima in un collegio spropositatamente grande e territorialmente disomogeneo ed ha saputo generare entusiasmo e unità nella coalizione di centrodestra nel corso di tutta la campagna elettorale. Come opportunamente sottolineato dall’On. Stefano Pellegrino, pur non avendo raggiunto il risultato sperato a livello di coalizione, la candidatura di Toni ha portato Forza Italia ad incrementare significativamente i suoi consensi rispetto alle scorse elezioni regionali.
La crescita è stata significativa tanto in valore assoluto quanto in percentuale, con incrementi addirittura di quasi il 100% in città come Trapani ed Erice, dimostrando così che il rinnovamento avviato in quei territori è riuscito ad avvicinare molti elettori all’offerta politica popolare della quale Scilla è stato interprete.
Massimo Grillo



