Oggi ci vogliamo occupare della figura dei nonni. Sono i custodi delle tradizioni, quelli che una volta ti passavano le ricette segrete e ti raccontavano le storie di famiglia che ti facevano sentire parte di qualcosa di grande. Oggi, forse, non più, perché nipoti e pro nipoti sono distratti da chiamate dai cellulari, dai social e da altre fuggenti attrazioni La loro saggezza era un tesoro nascosto, e ogni storia era una perla di conoscenza. I nonni di una volta erano come le nostre agende personali. Avevano sempre pronta una storia da raccontare, che fosse la loro versione di come hanno incontrato l’amore della loro vita o come hanno fatto a sopravvivere senza smartphone. Erano come libri di storia che respirano, con un sacco di capitoli su “come eravamo” e “le cose buone di una volta”. E non parliamo solo di storie. I nonni di ieri erano i re e le regine del fai-da-te. Ti insegnavano come riparare una sedia, come piantare pomodori nel giardino e come fare la pasta fatta in casa. E mentre impastavano, ti passavano anche qualche chicca di saggezza, tipo “il rispetto si guadagna” o “la pazienza è la virtù dei forti”. I Nonni di oggi sono dei supereroi moderni. Lavorano oltre l’età che una volta era considerata da pensione, aiutano con i compiti e sono sempre pronti a giocare con i nipoti. E i nonni di una città come Mazara? Hanno superato i 65 anni e sono in forte aumento. Fino a tre anni fa, erano oltre 22. 000 su una popolazione all’anagrafe di 51.407 abitanti, secondo il dato Istat. Molti dispongono dalle 400 alle 750 euro al mese di pensione, una miseria, e denunciano problemi di prima necessità. E poi c’è chi soffre molto la solitudine, eppure i nonni stanno diventando sempre più importanti, in questa società in sfacelo, perché di fatto costituiscono l’asse portante di quello che chiamano welfare, che, senza il loro apporto concreto, sarebbe molto più deficitario. Occorre avviare un percorso che ci porti a creare una vera e propria alleanza tra generazioni, anche perché vi sono temi, come ad esempio quello pensionistico, che tenderanno nei prossimi anni a creare guerre tra generazioni e non alleanze. A mio parere, allora, i nonni, con la loro saggezza ed il loro disinteresse, devono essere protagonisti in questo lavoro di dialogo tra generazioni. Alla prossima.
Salvatore Giacalone
24 settembre 2025



