L’avvento dell’intelligenza artificiale è come un fiume in piena, tra morbide onde di speranze e tantissime domande. Un ambito a molti sconosciuto, nel quale ci troviamo già immersi, spesso senza prestarci attenzione. Nei secoli, il progresso e le scoperte hanno sempre accompagnato la vita dell’uomo. Per milioni di anni però, intelligenza e coscienza sono andate a braccetto. Con coscienza si intende la capacità di sentire le cose/sensazioni (dolore, piacere, amore e odio…), con intelligenza, la capacità di risolvere i problemi. Bisogna anche riscoprire il piacere di informarti con i giornali, la radio, la TV, i siti qualificati. I sistemi basati sull’intelligenza artificiale, non hanno coscienza, hanno solo intelligenza; risolvono i problemi in un modo completamente diverso da noi. I computer e l’intelligenza artificiale potranno risolvere sempre più problemi meglio di noi senza avere alcuna coscienza. Comprendere questa tecnologia diviene essenziale per sostenerne gli aspetti virtuosi e mitigarne i rischi e gli angoli bui. Ma cosa è l’intelligenza artificiale? Come per la maggior parte dei concetti complessi, non c’è una definizione univoca di Intelligenza Artificiale. Ciò che ormai risulta chiaro è che si tratta di una tecnologia che impatta su intere filiere e sulla vita quotidiana della maggior parte degli abitanti del pianeta. “L’intelligenza artificiale – sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – è un mezzo, non è il fine. Non va temuta, ma va governata dall’intelligenza artigiana per farne uno strumento capace di esaltare la creatività e le competenze, inimitabili, dei nostri imprenditori. Non c’è robot o algoritmo che possano copiare il sapere artigiano e simulare l’anima dei prodotti e dei servizi belli e ben fatti che rendono unico nel mondo il made in Italy”.
Salvatore Giacalone
4 febbraio 2026



