Cosa è cambiato in Sicilia dai primi anni del 2000,cioè in questi ultimi 25 anni ed anche in precedenza in questa terra baciata dal sole ma che sta affogando nell’indifferenza? Quasi niente. Si è ripetuta! Per le spese pazze, per quelle sottobanco, per il bilancio, per la sanità, per la mafia che a parole si combatte ma in realtà si lascia prosperare indirettamente, girandosi da un’altra parte e fingendo invece di guardare nella giusta direzione. Lo aveva detto Sciascia, parlando di “professionisti dell’antimafia” e, sul concetto dell’ indifferenza dei siciliani – ha aggiunto – “che è un tema centrale analizzato da numerosi intellettuali, che hanno spesso descritto questo atteggiamento come una forma di rassegnazione o un meccanismo di difesa sociale di fronte al potere, alla mafia o alla storia” E poi in questa bella Sicilia ci sono anche gli “enti mangiasoldi”, il mare delle sovvenzioni che vanno e vengono, gli scandali quasi quotidiani, centinaia di arresti, traffici di droga, violenza sulle strade e sulle piazze, giovani armati di pistole, giovani che escono di casa con il coltello in tasca o nascosto in auto o nel bagaglio della moto e si potrebbe continuare all’infinito con le ruberie quotidiane e le gare di appalto truccate. Separata dal resto del mondo, l’isola appare speciale: è un microcosmo che incuriosisce, attrae, e talvolta spaventa. Limite ed eccesso possono coesistervi. In Sardegna ci sono gli asini nani, nell’isola di Man ai gatti manca la coda, in Sicilia, e in diverse piccole isole del Mediterraneo, durante la preistoria vivevano elefanti nani. Come sono i nostri politici del Palazzo dei Normanni. Il popolo ubbidiente che li votano, sembrano immensi e irraggiungibili, capi e sottocapi. Ed invece sono uomini “normali” affaccendati nelle loro faccende che guardano, scrutano, poi vanno sulle pagine dei giornali e parlano di milioni stanziati, di opere immense, della sanità che verrà, dell’acqua che sgorgherà da i rubinetti dell’isola, la spazzatura che verrà inghiottita da macchine incredibili di ultima generazione. Si, è tutto incredibile in Sicilia, anche gli scandali che in politica non mancano mai, come nel passato. Ed ora? Ed ora si dovrà attendere che le acque si calmino per ricominciare con le solite promesse, i soliti milioni stanziati, le grandi opere che si faranno, in sostanza la solita solfa per una Sicilia che non cambierà mai con strategie ed uomini politici riciclati o arrivati alla ribalta per “eredità” del padre verso il figlio o a consanguinei, uno scranno a Sala D’Ercole ci sarà sempre. Ed allora?. “Spes ultima dea” , l’unica risorsa che rimane a noi siciliani, la speranza non muore mai. Alla prossima.
Salvatore Giacalone
21 Gennaio 2026



