Unire cittadini, associazioni e gruppi informali per prendersi cura di Quarara e trasformare uno dei tratti più suggestivi del litorale mazarese in un esempio di partecipazione civica. È questo l’obiettivo della proposta lanciata dall’assessore comunale Gianfranco Casale, dopo il dibattito nato sui social in seguito a un suo intervento dedicato alla tutela della costa.
«Qualche giorno fa – racconta Casale – un mio post su Quarara ha generato tante riflessioni». Numerosi cittadini hanno condiviso esperienze, ricordando le iniziative promosse negli anni per ripulire il litorale e raccontando l’impegno quotidiano di chi, spesso lontano dai riflettori, raccoglie i rifiuti abbandonati da altri.
Da questo confronto è nata l’idea di fare un passo ulteriore: costruire la prima rete dei “Custodi di Quarara”, una comunità di persone disponibili ad adottare un tratto di costa e a garantirne la cura nel tempo.
L’iniziativa prevede la collaborazione con il Comune di Mazara del Vallo attraverso specifici Patti di Collaborazione, strumenti pensati per favorire la partecipazione diretta dei cittadini nella gestione e valorizzazione dei beni comuni.
«Non si tratta semplicemente di organizzare una giornata di pulizia – spiega l’assessore Casale – ma di costruire una comunità che scelga di custodire Quarara nel tempo, valorizzandone la biodiversità, il paesaggio e la bellezza».
Il progetto punta dunque a superare la logica dell’intervento occasionale, creando una rete stabile di volontari impegnati nella tutela del territorio.
I cittadini interessati possono aderire compilando il modulo disponibile online (https://forms.gle/PiWnicr1KV9pk7bv9). Una volta raggiunto un numero significativo di adesioni, sarà organizzato un incontro direttamente a Quarara per conoscersi, confrontarsi e avviare la costruzione dei primi Patti di Collaborazione.
«Un bene comune non si difende soltanto con le ordinanze o con gli interventi dell’Amministrazione – conclude Casale – ma con una comunità che decide di prendersene cura».
L’obiettivo è ambizioso: far sì che Quarara possa essere raccontata non più per i rifiuti abbandonati, ma per la comunità che ha scelto di proteggerla e valorizzarla.




