Molti ritenevano che nell’uovo di Pasqua ci sarebbe stata la sorpresa delle risoluzione della crisi politica al Comune di Mazara che invece perdura da ben undici giorni. All’orizzonte non si intravedono risoluzioni e ciò significa che il sindaco Salvatore Quinci ancora non è riuscito a ricomporre il nuovo assetto della giunta. L’opposizione avrebbe pronto il documento di sfiducia al Sindaco ma prima vuole vedere come si concluderà la crisi. Non ci sono dichiarazioni nemmeno sui tanti social che, abitualmente, la politica ne fa buon uso. Il silenzio è assoluto. In sostanza, quella che sembrava una scintilla isolata nell’Aula consiliare, si è trasformata in un incendio politico difficile da spegnere. Ufficialmente, la crisi al Comune di Mazara del Vallo, con l’azzeramento della giunta, è stata aperta dal Sindaco Quinci venerdì 27 Marzo, ma i segnali di un cedimento strutturale nella coalizione erano nell’aria da tempo. Tutto ha avuto inizio lo scorso 20 marzo, durante una seduta del Consiglio Comunale che passerà alla storia recente della città per i toni durissimi. Vito Torrente, assessore ai Lavori Pubblici e figura di spicco del gruppo consiliare Fli ha lanciato un affondo contro il vicesindaco e assessore Vito Billardello. Un intervento irruento, di malessere politico, che ha gelato l’aula e reso palese una frattura insanabile con Billardello a capo della lista civica Osservatorio politico. Tuttavia, ridurre la crisi a un semplice intervento “nervoso” sarebbe un errore di prospettiva. Il gruppo di Fli, numericamente pesante e politicamente ambizioso con sei consiglieri e due assessori, rivendica da tempo un ruolo centrale che mal si concilia con le attuali gerarchie interne all’esecutivo tra cui spicca il vice sindaco e assessore al bilancio e sport Vito Billardello. Il primo cittadino, pur avendo tentato inizialmente di minimizzare, ha dovuto prendere atto che il clima di “tutti contro tutti” impedisce la normale attività amministrativa. Oggi, i corridoi del Palazzo di Città descrivono un clima di grande incertezza: le consultazioni sono frenetiche, anche con politici dell’Ars e, addirittura, di Roma, con esponenti di partito di primo piano. Il nodo non è solo la convivenza forzata tra Torrente e Billardello, ma la tenuta di una maggioranza che sembra aver perso il suo baricentro. Il gruppo Fli, forte della sua rappresentanza, non sembra intenzionato a fare passi indietro, mentre il resto della coalizione teme che un eccessivo sbilanciamento possa alterare definitivamente il progetto politico originario. Si ha l’impressione che il sindaco Quinci abbia tessuto o stia tessendo una trama che vedrebbe Fli restare in giunta con la sola esclusione di Vito Torrente che sarebbe rimpiazzato da persona capace di reggere l’assessorato ai lavori pubblici e urbanistica. Tutto, comunque, si muoverebbe con proiezioni alle prossime elezioni, a partire dalle Nazionali, poi le Regionali e poi, perché no, dalle prossime amministrative di Mazara in programma fra circa tre anni. In questo caso tempi lunghi che potrebbero mutare, magari, gli impegni presi, se sono stati presi. Perché l’anomalia di questa crisi è che nessuno parla, silenzio assoluto, tutti sono affacciati al balcone per vedere passare la soluzione per cominciare a criticare, qualunque sia il finale. Si intende che il sindaco Quinci deve tenere pure in debito conto la sua presidenza al Libero Consorzio di Trapani e chi lo ha aiutato a conseguire questo straordinario risultato. Il quadro, come si vede, è abbastanza complesso e chi chiede alla stampa, agli informatori, in sostanza, “a che punto siamo”, possiamo rispondere al punto di partenza con molti nodi da sciogliere. E’ inutile sollecitare soluzioni al buio, come al buio è nata questa crisi non prevista della sindacatura Quinci. Ma così è la politica. Oggi va bene ma del futuro non c’è certezza.
Salvatore Giacalone




