Una notte insonne, trascorsa a controllare la figlia e a cercare di allontanare il ricordo di quei momenti di terrore. Angela, madre di una ragazza di 13 anni coinvolta nell’incidente dello scuolabus avvenuto ieri in via Salemi, a Mazara del Vallo, racconta con commozione all’ANSA le ore successive allo schianto che ha coinvolto il mezzo sul quale viaggiavano nove studenti.
La giovane, che ha riportato un ematoma a una gamba ed è stata dimessa dopo gli accertamenti medici, continua a ripetere una frase che ha segnato profondamente la famiglia: «Mamma, ho visto la morte in faccia».
Secondo quanto riferito dalla madre, tutto è iniziato con una telefonata ricevuta subito dopo l’incidente. «Mi ha chiamato utilizzando il cellulare di una signora che glielo aveva prestato. Mi diceva che avevano avuto un incidente, ma la comunicazione si è interrotta. Con mio marito abbiamo vissuto momenti di puro panico», racconta.
Riuscita a ricontattare la figlia, Angela ha raggiunto rapidamente il luogo dell’incidente insieme al marito. «Quando siamo arrivati ci siamo trovati davanti una scena drammatica: lo scuolabus era capovolto e i bambini erano seduti a terra in attesa dei soccorsi».
Determinante, secondo le testimonianze raccolte, è stato l’intervento degli assistenti presenti sul mezzo e dell’autista, che hanno contribuito all’evacuazione dei piccoli passeggeri subito dopo l’impatto.
L’incidente ha scosso profondamente anche la comunità di Borgata Costiera, la frazione di Mazara del Vallo da cui provengono molti dei bambini coinvolti. «Qui ci conosciamo tutti e quei ragazzi sono un po’ figli di tutti», racconta Manuela, madre di una bambina che non si trovava sullo scuolabus al momento dell’incidente.
«Quando è arrivata la telefonata che annunciava l’accaduto è stato il caos. Alcune mamme sono corse sul posto, altre in ospedale. È stato un colpo al cuore perché vediamo questi bambini crescere ogni giorno», aggiunge.
Tra le figure più apprezzate dalla comunità c’è quella di Vito Ingrande, 22 anni, assistente a bordo del mezzo e indicato da molti genitori come un vero e proprio eroe. Insieme all’autista Giuseppe Di Stefano e all’altra assistente Daniela, il giovane ha contribuito a mettere in salvo i nove studenti rimasti all’interno dello scuolabus dopo il ribaltamento.
«Per fortuna uno dei finestrini era aperto. Mi sono arrampicato sul fianco del mezzo mentre Giuseppe e Daniela mi passavano i bambini per farli uscire», racconta all’ANSA.
Vito, che normalmente presta servizio su un altro turno, aveva accettato di sostituire il collega assente sulla tratta di Borgata Costiera. Durante l’impatto si trovava vicino all’autista. «È successo tutto in una frazione di secondo. Ho sentito un boato e quando ho riaperto gli occhi mi sono ritrovato tra le ultime file dello scuolabus, già ribaltato su un fianco», ricorda.
Dimesso dall’ospedale con alcune contusioni e dolori al collo e al bacino, il giovane non nasconde l’emozione per quanto accaduto. «Per un attimo ho pensato che fosse finita. Il primo pensiero è andato a mia figlia di sei mesi. Oggi, fortunatamente, ho potuto riabbracciarla».
L’incidente ha lasciato ferite soprattutto emotive nei bambini coinvolti e nelle loro famiglie. Mentre proseguono gli accertamenti per chiarire ogni aspetto della dinamica, a Mazara del Vallo resta il sollievo per un bilancio che avrebbe potuto essere molto più grave.




