Il futuro del comparto marmifero e dell’edilizia nel Trapanese torna al centro del dibattito dopo le modifiche alle norme tecniche di attuazione dei Piani Paesaggistici regionali. A intervenire è il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che esprime preoccupazione per gli effetti che, a suo giudizio, il decreto assessoriale n. 25 del 10 giugno potrebbe avere sulle attività produttive, in particolare nel bacino marmifero di Custonaci.
«Pianifico la mia attività, realizzo un progetto, investo risorse economiche, chiedo le autorizzazioni agli enti competenti e mi occupo dell’azienda. Rispetto le norme, seguo le procedure e rimango in attesa di poter costruire la mia strategia imprenditoriale. Ma arrivi tu, Regione, e mi comunichi, a cose fatte, che le regole che ho rispettato e le procedure che ho seguito hanno subito dei cambiamenti e che devo fermarmi», afferma Quinci.
Secondo il presidente del Libero Consorzio, le nuove disposizioni rischierebbero di creare una situazione di incertezza per gli operatori del settore, rendendo più complesso ottenere le autorizzazioni necessarie per proseguire le attività e programmare nuovi investimenti.
Il comparto del marmo, sottolinea Quinci, si trova già a fare i conti con dinamiche internazionali, aumento dei costi dei carburanti e delle materie prime e incremento dei costi di produzione. In questo contesto, il decreto regionale rappresenterebbe, secondo il presidente, un ulteriore elemento di difficoltà.
Le modifiche interesserebbero anche il settore dell’edilizia, con nuove disposizioni relative all’uso del suolo e nuovi parametri per la valutazione delle opere urbanistiche, infrastrutturali e industriali.
Quinci evidenzia inoltre l’assenza, a suo giudizio, di adeguate clausole di salvaguardia, che potrebbe determinare effetti anche su procedimenti già avviati.
«L’obiettivo di riorganizzare la disciplina paesaggistica è condivisibile – afferma il presidente – ma va raggiunto con la condivisione dei territori».
Per Quinci, marmo ed edilizia rappresentano «due perni dello sviluppo del nostro territorio» e dovranno trovare spazio nel Piano Strategico provinciale. Il Libero Consorzio annuncia inoltre l’intenzione di coinvolgere imprenditori, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali nella definizione delle prossime scelte.
«Presto, imprenditori, associazioni di categoria e parti sindacali saranno chiamati ad esprimersi sulle scelte da mettere in campo per condividere una nuova idea di crescita e di rilancio economico delle nostre comunità», aggiunge Quinci.
Il Libero Consorzio Comunale di Trapani, conclude il presidente, è «a disposizione degli operatori di settore» e pronto a sostenere le richieste già avanzate alla Regione.
«Credo che sia urgente una fase di ascolto da parte della politica e delle istituzioni – conclude Quinci – perché il futuro dell’attività marmifera e di quella edile sono un patrimonio comune che va difeso. Mi auguro che ci siano volontà di dialogo e capacità di mediazione».





