A Marsala si è aperto il processo a sette imputati nell’inchiesta della Guardia di Finanza e della Direzione distrettuale antimafia di Palermo sulla cosiddetta mafia dei pascoli: un sistema che avrebbe gestito illecitamente terreni agricoli e aste giudiziarie nelle campagne tra Marsala e Mazara del Vallo.
Gli imputati sono Giancarlo Nicolò Angileri, Giovanni Piccione, Michele Marino, Gaspare Tumbarello, Massimo Antonino Sfraga – tutti di Marsala – insieme ai mazaresi Giuseppe Prenci e Vito Ferrantello.
A sostenere l’accusa è il pm della Dda, Francesca Dessì, che nello stesso procedimento ha già chiesto pesanti condanne per altri nove imputati che hanno scelto il rito abbreviato.
Per il presunto capofila, il pastore marsalese Domenico Centonze, la procura ha chiesto 12 anni di carcere. Dieci anni ciascuno per il padre e per il cugino, entrambi di nome Pietro Centonze, e per il mazarese Alessandro Messina. Otto anni per Pietro Burzotta, genero del defunto boss Vito Gondola, e per i mazaresi Paolo Apollo e Ignazio Di Vita.
Chiesti infine 2 anni e 8 mesi per Antonino Giovanni Bilello e 6 mesi per Lorenzo Buscaino.
Secondo gli investigatori, Burzotta avrebbe raccolto l’eredità criminale del suocero, assumendo un ruolo centrale nella gestione dei pascoli. L’inchiesta ha anche ricostruito un presunto tentativo di pilotare la vendita giudiziaria di un terreno della società “Orto Verde”, tra Mazara e Petrosino, per favorire soggetti vicini al gruppo mafioso.
Il processo proseguirà nelle prossime udienze, mentre per il rito abbreviato si attende la sentenza nelle prossime settimane.




