Due settimane fa lo avevamo gridato con forza: Mazara non è una discarica. Speravamo che quindici giorni bastassero a risvegliare un briciolo di coscienza. Invece, cosa continuiamo a offrire ai turisti e ai mazaresi onesti? Sacchetti abbandonati sotto gli alberi, rifiuti sparsi tra strade, piazze, vicoli e cumuli seminascosti negli angoli bui, come se nasconderli alla luce del sole bastasse a cancellare il reato. Una Mazara così bella, fiera del suo mare e del suo centro storico, viene soffocata da questo degrado e non ha futuro. Diventa inutile parlare di turismo, cultura o sport. È persino inutile puntare il dito solo contro l’amministrazione perché “non raccoglie”. Non si può pretendere un vigile o una telecamera per ogni singolo cittadino. La svolta deve partire da noi. Chi rispetta le regole deve isolare e convincere gli incivili che questa barbarie distrugge il futuro di tutti. Viene da chiedersi: perché nelle città del Veneto o della Toscana i rifiuti per strada non esistono? Che razza di popolo sono loro, e che razza di popolo stiamo dimostrando di essere noi?
È necessaria un’alleanza tra i cittadini virtuosi per educare e sanzionare moralmente chi non rispetta le regole. È tempo di chiederci quale modello di civiltà vogliamo rappresentare. Inutile riempirsi la bocca di parole come “turismo”, “cultura” o “amministrazione colpevole”. La verità è che non possiamo avere un vigile urbano per ogni cittadino. Tocca a noi, la maggioranza che rispetta le regole, fermare chi sta distruggendo l’immagine della nostra città. Il futuro è nelle nostre mani e nelle nostre intelligenze.
Salvatore Giacalone
8 luglio2026




