L’omicidio di Campobello, Marcianò aggredito alle spalle e freddato con tre colpi. Oggi i funerali a Mazara

Probabilmente non si è neanche accorto. Giuseppe Marcianò è stato colpito alle spalle. Freddato con tre colpi alla schiena, precisi e devastanti. È morto all’istante. Questi sarebbero alcuni degli elementi emersi dall’autopsia effettuata ieri a mezzogiorno al cimitero comunale di Mazara del Vallo sul corpo dell’imprenditore agricolo, assassinato mentre si trovava giovedì scorso nel suo terreno in Contrada Bosco Vecchio, a Tre Fontane, a Campobello. Dalla modalità sembrerebbe quasi un’esecuzione: tre colpi dritti alla schiena, due diverse armi da fuoco, un fucile e una pistola.

L’autopsia durata circa tre ore è stata eseguita dal professor Paolo Procaccianti dell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Palermo e dal medico legale Antonino Margiotta di Campobello di Mazara.

Presenti al cimitero il cognato e il suocero di Marcianò Andrea e Pino Burzotta. L’autorità giudiziaria ha già dissequestrato la salma che però è rimasta all’obitorio. La famiglia potrà vederla prima della celebrazione dei funerali che si svolgeranno questa mattina nella chiesa San Francesco a Mazara del Vallo.

 

Mariella Quinci per trapani.gds.it

Delitto Marcianò, perquisizioni a Campobello di Mazara

Nuovi interrogatori e perquisizioni per raccogliere ogni elemento utile per tentare di mettersi sulle tracce dei killer. Continuano le indagini per l’omicidio dell’imprenditore agricolo Giuseppe Marcianò, 47 anni, di Carini ma che viveva tra Campobello e Mazara del Vallo. Marcianò è stato ucciso giovedì mattina attorno alle 10, in contrada Bosco vecchio a Tre Fontane, in territorio di Campobello.

A quattro giorni dal delitto gli investigatori dei carabinieri della sezione investigativa del comando provinciale e delle compagnie di Mazara e Castelvetrano, coordinati dalla Procura di Marsala, non tralasciano nessuna pista. Da quella mafiosa, le modalità utilizzate dai killer non lascerebbero dubbi: le armi utilizzate, la macchina poi data alle fiamme e lasciata nei pressi dell’agguato. Ma anche a quella legata al traffico di immigrati.

di Laura Spanò per trapani.gds.it