La Corte dei Conti ha inviato al governo regionale siciliano e ai manager di Asp e ospedali le conclusioni di una nuova indagine sulle liste d’attesa nella sanità siciliana, evidenziando gravi criticità. Il dossier, lungo 101 pagine, si concentra in particolare sul rapporto tra i ritardi nelle prestazioni ordinarie della sanità pubblica e le attività private dei medici negli ospedali, il cosiddetto intra moenia.
Secondo i magistrati, «non risultano adottate disposizioni organizzative per la corretta applicazione della legge» e gli enti sanitari non effettuano verifiche o riscontri sull’attività libero-professionale. Il sospetto è che le prestazioni private abbiano rallentato l’abbattimento delle liste d’attesa, aggravandone numeri e costi per la Regione. L’indagine denuncia anche l’«inadeguatezza dei flussi informativi sulla reale consistenza delle liste d’attesa»: i dati, spesso autodichiarati da Asp e ospedali, risultano sovrastimati o addirittura cancellati senza che le prestazioni siano effettivamente state erogate.
La Corte rileva inoltre la mancanza di trasparenza della Regione: il sito istituzionale non prevede il Portale Salute e il sistema SovraCup, che consentirebbe la prenotazione informatizzata in tutta l’Isola, non funziona correttamente. L’emergenza appare tale da non poter essere risolta neppure con i 54 milioni stanziati negli ultimi due anni dal governo Schifani.
L’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, ha comunque assicurato che «stiamo attuando nuove misure e ci prepariamo a rispondere. Alcune criticità, come nel caso dell’intra moenia, sono già sotto la nostra attenzione». Il dossier arriva pochi giorni dopo la conferenza stampa del governatore Schifani, che aveva auspicato un nuovo corso nei rapporti istituzionali tra Regione e Corte dei Conti, ora segnato da un nuovo fronte di criticità.




