Il Movimento Via, con tutti i suoi esponenti, pur rimanendo garantista, evidenzia come la Sanità siciliana abbia bisogno di maggiori controlli in seguito all’arresto di Fabio Damiani, Manager dell’ASP di Trapani, e di Antonio Candela. Arresti che apprendiamo con dispiacere e che mai avremmo immaginato.
La Sanità non può essere un business per nessuno.
Tuttavia lo scenario triste e allo stesso sconfortante pone delle riflessioni: la politica si avvale in Sanità di nomine fiduciarie da sempre, per tale motivo è necessario meglio vigilare per evitare che tali scandali irrompano. La corruzione è un male che va combattuto da dentro i palazzi, la politica ha la responsabilità morale di essere guida e controllore.
L’attacco diretto fatto da taluni all’attualeesecutivo regionale e al presidente Nello Musumeci è ingeneroso, non attinente ai fatti.
Qualunque governo regionale, del presente e del passato, ha nominato vertici e commissari della Sanità isolana.
Bene, invece, la costituzione di parte civile da parte della Regione.
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Operazione “Sorella sanità”: il commento del segretario generale della Cgil di Trapani Filippo Cutrona
Trapani 21-5-2020. “L’operazione di stamani ‘sorella sanità’ ha scardinato una condotta criminale volta a lucrare sul sistema sanitario siciliano, sulle malattie della gente e sui lavoratori della sanità”.
E’ il commento del segretario generale della Cgil di Trapani Filippo Cutrona a seguito dell’operazione di stamani su appalti e corruzione, condotta dalla Guardia di Finanza di Palermo, che ha portato agli arresti, tra gli altri, del direttore generale dell’Asp di Trapani Fabio Damiani e del coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid in Sicilia Antonino Candela.
“Se le accuse dovessero essere confermate – dice il segretario Cutrona – è aberrante sapere che le stesse persone che si professavano paladine della legalità e della corretta gestione delle aziende sanitarie provinciali sono le stesse accusate oggi di essere i fautori di un sistema di corruzione creato facendo business sulla sanità con appalti pilotati e mazzette”.
L’ufficio stampa
Maria Emanuela Ingoglia
Musumeci incapace di fermare la corruzione dilagante
Rifondazione Comunista plaude all’azione dell’Autorità Giudiziaria sul sistema delle esternalizzazioni dei servizi nella sanità pubblica, presente anche nella catena della Grande Distribuzione, che si intreccia con quello clientelare-politico-mafioso. Non è solo corruzione sistemica (e ormai sistematica), è anche, se non di più, un rodato meccanismo di sfruttamento del lavoro prevalentemente manuale, della mancata applicazione dei CCNL di settore, in favore dei famigerati “contratti Multiservizi” o “servizio sociale”. Capiremo dagli sviluppi dell’inchiesta se le mazzette vengono anche e principalmente dalla mancata applicazione dei CCNL socio-sanitari-assistenziali, con aggiudicazioni farlocche in dispregio del Codice degli Appalti. Viene infatti utilizzato ampiamente lo strumento del ricatto occupazionale del mancato subentro e/o quello dell’accordo sindacale basato sulla rinuncia all’anzianità di servizio.
Rifondazione, per porre un freno a questa grave situazione, chiede l’applicazione del Codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 50 del 2016 come modificato dal d.lgs. n. 56 del 19 aprile 2017) che prevede espressamente all’art. 50: “1. Per gli affidamenti dei contratti di concessione e di appalto di lavori e servizi diversi da quelli aventi natura intellettuale, con particolare riguardo a quelli relativi a contratti ad alta intensità di manodopera, i bandi di gara, gli avvisi e gli inviti inseriscono, nel rispetto dei principi dell’Unione europea, specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato, prevedendo l’applicazione da parte dell’aggiudicatario, dei contratti collettivi di settore di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.
Da un punto di vista politico, lo scandalo che investe alcuni vertici della sanità di stampo manageriale, nominati da Musumeci in Sicilia, non è che l’ultimo di una lunga serie e che hanno coinvolto le Giunte dei suoi predecessori di centrodestra e di centrosinistra, da Crocetta a Raffaele Lombardo a Cuffaro. Una mafia bianca dove l’intreccio tra corruzione, privatizzazioni, destinazione delle risorse pubbliche è asservito a garantire accumulazioni illecite. E che non ha pudore di sfruttare il lavoro nero e servile, approfittando della evaporazione dei controlli, a partire da quelli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Si conferma ancora una volta la necessità di una radicale riforma della sanità, riconducendola ai principi costituzionali della pubblicità, del controllo dal basso, della partecipazione delle e dei cittadine/i, della rottura dei conflitti di interesse e del connubio tra il mondo del settore privato e le sue proiezioni politiche e manageriali.
Mimmo Cosentino, segretario regionale Prc Sicilia
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Arresti sanità. Barbagallo: siamo sgomenti, passare ai ‘raggi x’ gare d’appalto. Anche in emergenza Covid gestione inadeguata del governo Musumeci
“L’operazione della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto di personalità di primo piano della sanità siciliana, tra cui il ccordinatore per l’emergenza Covid in Sicilia, mette in luce una inquietante gestione della pubblica amministrazione che ci lascia sgomenti”. Lo dice Anthony Barbagallo, parlamentare regionale e segretario del PD in Sicilia.
“Ancora una volta – aggiunge Barbagallo – la magistratura è arrivata prima della politica aprendo uno squarcio su quello che, da quel che si legge da notizie di stampa, appare come un sistema di gestione illecita che mina alla base la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, anche perché proprio in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo il settore della sanità ha assunto un ruolo centrale. A questo punto è necessario passare ai ‘raggi x’ le gare espletate per appurare eventuali episodi corruttivi che posso avere influenzato l’esito delle procedure di evidenza pubblica, e per verificare che a farne le spese non siano i cittadini con servizi, costi ed apparecchiature meno efficienti di quanto necessario”.
“Abbiamo ritenuto più volte assolutamente inadeguata la gestione dell’ emergenza covid da parte del governo regionale che oggi si condisce di un ulteriore elemento ombroso e negativo. Chiediamo che il presidente Musumeci – conclude Barbagallo – riferisca in aula su quello che sta avvenendo nella sanità siciliana”.
giovedì 21 maggio 2020
l’ufficio stampa: francesca bertè
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M5S: “Scandalo sanità, Razza e Musumeci vengano a riferire in parlamento. Ammesso che il presidente ricordi la strada che conduce all’Ars”
“La politica ancora una volta si conferma incapace di riformare un sistema dove si annidano i pericoli maggiori di corruttela e malaffare. Assistiamo a direttori generali che vediamo recitare sempre negli stessi ruoli o, peggio, essere promossi a ruoli migliori per poi finire sotto la lente di ingrandimento della magistratura. Si apra immediatamente una riflessione in parlamento e, soprattutto, il governo e l’assessore della Salute in primis facciano una mea culpa sui fatti accaduti, e Razza e Musumeci vengano a riferire in aula, sempre che il presidente della Regione ricordi la strada che porta all’Ars, visto che da quella parti non i fa vedere ormai da tempo”.
Lo affermano i deputati del movimento 5 stelle all’Ars, a commento dell’ennesimo scandalo che ha travolto il mondo della sanità siciliana e che ha portato a diversi arresti, coinvolgendo, a quanto si apprende dalle cronache, anche Carmelo Pullara, deputato della maggioranza di Musumeci, che risulterebbe indagato.
“Dopo questi incresciosi fatti che travolgono la sanità siciliana – continuano i deputati – sarebbe il caso di chiedere che funzione abbia l’attività di prevenzione della corruzione nelle aziende sanitarie e nel coordinamento regionale istituito dall’assessore della Salute in Regione mesi addietro. Il Movimento 5 Stelle, nei mesi scorsi, con diversi atti parlamentari, ha raccolto il grido d’allarme lanciato dagli imprenditori del settore e provato ad audire i componenti della CUC più volte, senza però aver avuto riscontro. Diverse volte, ad esempio, abbiamo chiesto l’audizione di Damiani, uno degli arrestati, sia in commissione Bilancio che in commissione Sanità sull’appalto della manutenzione degli elettromedicali, ma questi non si è mai presentato”.
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CORRUZIONE, CORRAO (M5S): SISTEMA È MARCIO, SULLA SANITÀ CAMBIARE REGOLE
comunicato stampa 21 maggio 2020 – “Giù le mani dalla sanità. I reati contestati ai vertici della sanità siciliana che,
in piena emergenza Covid-19, pensavano a intascare tangenti e mazzette sono gravissimi e dimostrano che il sistema è marcio
fino al midollo. Intascare tangenti sulla pelle dei cittadini durante un’emergenza sanitaria è da esseri immondi. Fin quando ci saranno nella
sanità ‘capi condomini’ e spartizione di interessi, avremo purtroppo storie raccapriccianti come questa. Ecco perché è urgente cambiare le
regole: via la politica dalla sanità una volta per tutte e massima trasparenza negli appalti pubblici. Ringraziamo gli uomini della Guardia
di Finanza e del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo per l’indagine lunga e complessa. Il loro lavoro è una garanzia per tutti i
siciliani onesti e speranza di un futuro migliore”, così in una nota l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao.
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Inchiesta sanità. Fava “Sanità bancomat della politica e viceversa”
Al di là delle contestazioni specifiche, l’inchiesta della Procura di Palermo e della Guardia di Finanza conferma che la sanità in Sicilia resta un tragico bancomat al servizio della politica, e viceversa.
Per scambiarsi poltrone, carriere, denari ed appalti.
È triste dover commemorare Giovanni Falcone senza che i governi che si sono succeduti in questi 28 anni abbiamo saputo mettere in campo, oltre alle frasi di circostanza, strumenti idonei ad evitare che la corruzione resti il naturale terreno di incontro tra appalti e politica.
Lo ha dichiarato il Presidente della commissione regionale antimafia e anticorruzione Claudio Fava
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