Il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha celebrato ieri la commemorazione del bombardamento che colpì la città il 6 aprile 1943. In occasione dell’evento, il Presidente Salvatore Quinci ha voluto sottolineare non solo il ricordo delle vittime, ma anche la lezione che la storia ci trasmette.
«Quella di oggi non è soltanto una commemorazione», ha dichiarato Quinci. «Siamo testimoni, ancora una volta, di un mondo in fiamme. La guerra non lascia scampo: fa morti, distrugge vite e spegne speranze».
Il Presidente ha ricordato il contesto storico, evidenziando come il bombardamento avvenne durante la guerra di liberazione, quando gli Alleati riaprirono le porte verso la democrazia. Tuttavia, ha sottolineato la brutalità della guerra: «Non esistono bombe intelligenti. La guerra è il mezzo più idiota che l’uomo abbia pensato per risolvere i propri problemi, anche se spesso è stato il motore della storia».
Quinci ha inoltre tracciato un parallelismo con il presente: «In questi giorni, mesi, anni, abbiamo visto missili devastare storie, affetti, legami. Eppure, nello stesso tempo, l’uomo è tornato a sorvolare la Luna, segno del suo ingegno e delle sue straordinarie capacità di progresso. Una contraddizione terribile che dobbiamo saper governare».
Riflettendo sul futuro, il Presidente ha espresso fiducia nella resilienza della città: «Trapani, dopo il bombardamento, era smarrita, ferita, debole. Ma ha saputo rialzarsi, come il resto del Paese. Quando si crede nella libertà, negli ideali democratici e nella solidarietà, c’è sempre un altro domani».




