Un quadro demografico definito critico e in progressivo peggioramento quello tracciato dal Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che interviene sui dati elaborati dal Coordinamento degli Uffici di Statistica delle Province Italiane (organismo UPI) relativi al calo della popolazione nel territorio trapanese.
“I numeri non mentono mai”, afferma Quinci, sottolineando come le statistiche, al di là delle possibili interpretazioni, restituiscano una tendenza chiara: lo spopolamento e il declino demografico dell’area.
Secondo i dati richiamati, il territorio provinciale avrebbe perso 6.618 abitanti nel periodo compreso tra il 2022 e il 2026, una contrazione paragonabile, per entità, alla scomparsa di un Comune di medie dimensioni. Nel Libero Consorzio trapanese, inoltre, su 25 comuni, 10 contano meno di 6.000 abitanti.
A livello nazionale, la provincia di Trapani si colloca al 20° posto per variazione demografica negativa. Un trend che, secondo l’analisi, coinvolge la maggioranza delle province italiane: 64 su 100 presentano un segno meno, con una netta distinzione tra Nord e Sud del Paese.
Nel confronto con gli altri territori siciliani, Agrigento e Caltanissetta registrano performance peggiori, mentre Enna e Ragusa limitano maggiormente le perdite. Quest’ultima rappresenta un’eccezione positiva, con una crescita di oltre 7.000 residenti nello stesso periodo.
Particolarmente significativo anche il dato relativo alla popolazione giovanile tra i 14 e i 18 anni, che nel Trapanese supera di poco le 21.000 unità, confermando una struttura demografica sempre più sbilanciata.
Quinci richiama quindi la necessità di una risposta condivisa e strutturale, evidenziando come non esistano soluzioni affidate a un singolo livello istituzionale. “Le istituzioni devono dare il loro contributo di idee, risorse e progetti”, afferma, ma la sfida – aggiunge – coinvolge l’intero tessuto sociale, economico e politico del territorio.
Il Presidente del Libero Consorzio ricorda inoltre lo strumento del Piano Strategico già avviato dall’ente, con il supporto della società KPMG Advisory, sottolineando l’importanza del coinvolgimento della comunità locale nella sua definizione.
Tra le priorità indicate, Quinci evidenzia la necessità di interventi su servizi e infrastrutture: trasporti efficienti, scuole non più in emergenza, una sanità funzionante, infrastrutture moderne e sicure, oltre a politiche per il turismo basate su un approccio “scientifico”, la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale e il rispetto delle regole nella convivenza civile e nei luoghi di lavoro.
“Decremento demografico e sicurezza – conclude – devono trovare sintesi e diventare indirizzo univoco nelle linee programmatiche del Piano”.




