Quella che sembrava una scintilla isolata in Aula si è trasformata in un incendio politico che minaccia di travolgere gli equilibri della giunta. Ufficialmente, la crisi al Comune di Mazara del Vallo è stata aperta dal Sindaco venerdì scorso, ma i segnali di un cedimento strutturale nella coalizione erano nell’aria da tempo. Tutto ha avuto inizio lo scorso 20 marzo, durante una seduta del Consiglio Comunale che passerà alla storia recente della città per i toni durissimi. Vito Torrente, assessore ai Lavori Pubblici e figura di spicco del gruppo consiliare Fli ha lanciato un affondo contro il vicesindaco e assessore Vito Billardello. Un intervento “focoso”, di malessere politico che ha gelato l’aula e reso palese una frattura insanabile con Billardello. Tuttavia, ridurre la crisi a un semplice intervento diciamo “nervoso” sarebbe un errore di prospettiva. Sebbene il sindaco abbia formalizzato lo stallo qualche giorno fa, le radici del malessere appaiono molto più profonde. Il gruppo di Fli, numericamente pesante e politicamente ambizioso, rivendica da tempo un ruolo centrale che mal si concilia con le attuali gerarchie interne all’esecutivo. Il primo cittadino, pur avendo tentato inizialmente di minimizzare, ha dovuto prendere atto che il clima di “tutti contro tutti” impedisce la normale attività amministrativa. Da venerdì scorso, la macchina comunale è ufficialmente in stallo. I corridoi del Palazzo di Città descrivono un clima di grande incertezza: le consultazioni sono frenetiche, ma le posizioni restano distanti. Il nodo del contendere non è solo la convivenza forzata tra Torrente e Billardello, ma la tenuta di una maggioranza che sembra aver perso il suo baricentro. Il gruppo Fli, forte della sua rappresentanza, non sembra intenzionato a fare passi indietro, mentre il resto della coalizione teme che un eccessivo sbilanciamento possa alterare definitivamente il progetto politico originario. Ad oggi, non si intravede una soluzione immediata. Il rischio concreto è quello di una paralisi che penalizzi la città proprio in una fase cruciale per i progetti legati ai lavori pubblici e allo sviluppo territoriale. Se il Sindaco non riuscirà a trovare una sintesi capace di andare oltre i personalismi e le “quattro battute” del Consiglio, Mazara potrebbe scivolare verso un futuro incerto. Le prossime ore saranno decisive per capire se prevarrà il senso di responsabilità o se il “muro contro muro” porterà al definitivo crollo della giunta.
Salvatore Giacalone
1 aprile 2026




