Intervista a Giuseppe Ottoveggio, artigiano presepiale di Petrosino

Per tutto il periodo natalizio sarà possibile ammirare, all’interno del Centro Polivalente, il presepe artistico realizzato dal presepista Giuseppe Ottoveggio. Ogni anno è una nuova scoperta per i visitatori, che hanno la possibilità di vedere una creazione sempre diversa e ricca di particolari di grande valore artistico. Andiamo alla scoperta del presepe di quest’anno e del lavoro che c’è dietro alla realizzazione di un presepe artistico, intervistando Giuseppe Ottoveggio.

A cosa si è ispirato per la realizzazione del presepe di quet’anno?: “Quest’anno ho voluto riportare su questo presepe lo storico tema della natività, per me più che mai attuale, unito al tema dell’immigrazione e dell’integrazione. E’un presepe realizzato a mano in ogni sua parte, dai pastori al paesaggio. In particolare, si divide in due ambienti distinti: nella prima parte possiamo ammirare il deserto che rievoca i paesaggi africani, attraversato dai re magi, mentre nell’ altra parte il paesaggio si snoda in un borgo antico siciliano. Questi due mondi sono comunque uniti da un ponte, come se uno fosse la continuazione dell’altro. Il presepe è stato realizzato con la collaborazione dei ragazzi della cooperativa FO.CO., che ospita un gruppo di migranti minori”.

Da quanto tempo si dedica alla realizzazione di presepi?: “La mia passione per il presepe è cominciata da bambino, quando a casa dei miei genitori aiutavo a realizzarlo nel periodo natalizio. Questo interesse è cresciuto sempre più nel corso degli anni, tanto da spingermi a creare presepi sempre più grandi e completamente realizzati a mano, facendomi ispirare ogni volta da temi di attualità, che mi spingono a realizzare creazioni nuove e originali sia nei materiali utilizzati che nei personaggi inseriti nel presepe”.

Quali materiali ha utilizzato per realizzare il presepe di quest’anno?: “La struttura del paesaggio è in polistirolo, mentre la vegetazione che lo ricopre è completamente naturale, dalle foglie, agli alberelli, alla sabbia. Quest’anno ho utilizzato una grande varietà di stoffe per realizzare gli abiti dei pastori e ho inserito anche il mare che scorre attorno al presepe. Si tratta di una realizzazione statica, con l’esclusivo movimento dell’acqua che scorre nel fiume e che si muove nei laghetti”.

Che cosa rappresenta il presepe per lei?: “Per me il presepe è il simbolo dell’unione familiare e dell’unione tra i popoli. Quest’anno più che mai, nella mia creazione ho voluto dare risalto al valore dell’accoglienza, della fratellanza e del rispetto delle diversità tra i popoli. Il tema, infatti, è quello dell’immigrazione, nel tentativo di superare le differenze attraverso l’eliminazione dei pregiudizi”.

Il presepe potrà essere visitato fino al 6 gennaio 2017, tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00.