Il Lungomare Mazzini ieri sera non era solo lo sfondo di una conferenza stampa. Era il palcoscenico del destino. Lì, dove l’orizzonte incontra il mare, il Mazara Calcio ha tracciato la rotta per un futuro che profuma di gloria, di riscatto e di quell’orgoglio che la piazza aspetta da troppo tempo. Non è più tempo di guardare indietro: è nata ufficialmente la stagione della rinascita gialloblù. L’aria della sala era carica di quella passione che solo i veri tifosi sanno trasmettere. Al tavolo, gli occhi erano tutti per Giuseppe Venezia, manager, l’uomo del futuro, e per il condottiero della panchina, mister Raffaele Palazzo. Poco più in là, seduto orgogliosamente in mezzo al popolo gialloblù, il presidente Salvatore Asaro. A lui va l’applauso più grande: l’uomo che ha teso la mano al Mazara nel momento più buio, salvandolo dal baratro del fallimento. Ora, con la trasparenza richiesta a gran voce dai tifosi, Asaro è pronto a passare il testimone a Giuseppe Venezia, presidente in pectore che ha già infiammato la piazza con parole da leader vero.
“Ho accettato questo prestigioso incarico perché voglio far rinascere un entusiasmo spento da anni” – ha proclamato Venezia con gli occhi lucidi di determinazione – “Siamo in Promozione, è vero, ma questa città e questi colori meritano palcoscenici immensamente più prestigiosi. La storia del calcio mazarese va difesa e portata in alto!”
Alle parole d’amore sono seguiti i fatti. Venezia ha spazzato via ogni ombra sul futuro, garantendo che la nuova compagine societaria poggia su basi economiche granitiche. Niente più sofferenze, niente più notti insonni per i tifosi: il nuovo Mazara ha le spalle larghe e le idee chiare. Nei prossimi giorni verrà svelato l’organigramma ufficiale, una struttura solida che terrà le porte aperte a chiunque voglia sposare la causa con ruoli specifici. L’obiettivo? Un contagio di entusiasmo che deve travolgere l’intera città.
In panchina siederà ancora lui, Raffaele Palazzo, un uomo che ha legato il suo destino a questa maglia. “Ho chiuso la mia carriera da calciatore a Mazara, ed è qui che voglio scrivere la mia storia da allenatore”, ha dichiarato il mister, blindando un patto di fedeltà assoluta con la piazza. Il mister sta già tessendo la tela per una squadra d’assalto. Ha confessato di avere in pugno contatti caldissimi con giocatori di categoria superiore. I nomi rimangono blindati nella sua cassaforte personale – “Inutile parlarne prima delle firme” – ma il messaggio è chiaro: si sta costruendo una corazzata. E a chi, tra i giornalisti, ha osato chiedere se l’obiettivo saranno i primi cinque posti per dare l’assalto ai playoff, Palazzo ha risposto con un “Vedremo” sussurrato con il sorriso di chi la sa lunga. Un gancio al mento che fa volare la fantasia e autorizza l’intero popolo canarino a sognare in grande.
Il progetto è uno solo, immenso e romantico: riempire lo stadio. Riaccendere i fumogeni, far tremare i gradoni, colorare il cielo di giallo e di blu. Il vero scudetto di questa nuova società sarà vedere le famiglie mazaresi tornare a vivere la domenica come un rito sacro. Il Mazara è tornato, la rinascita è cominciata. Prepariamo le bandiere, perché il “canarino” è pronto a volare!
Salvatore Giacalone





