Il 31 agosto scorso si è chiusa la stagione dei saldi estivi che, comunque, prosegue ancora a settembre. Ma il bilancio, ancora una volta, è negativo. Le vendite non sono mai decollate davvero, e il settore moda, abbigliamento e scarpe, lancia l’allarme: tra promozioni anticipate, e-commerce e difficoltà economiche delle famiglie, il “rituale” dei saldi sembra aver perso gran parte del suo fascino. «Come in un giallo, il colpevole è difficile da individuare – dicono gli esperti -ma i “saldi mascherati” partiti ben addirittura prima del mese di luglio hanno sicuramente indebolito il periodo. Nella sostanza, secondo il Sole 24 ore, gli introiti generati dai saldi sono passati da un significativo 35% a un residuale 15%, con una flessione ulteriore tra il -3% e il -5% rispetto al 2024 A. La domanda è inevitabile: ha ancora senso parlare di saldi? «Se si continua così, la risposta è sì: vanno aboliti – afferma un commerciante di Mazara – Chi voleva acquistare lo ha già fatto, spesso grazie a “avvisi” via WhatsApp che anticipavano gli sconti. E anche i turisti hanno rallentato la spesa. A pesare, oltre alla concorrenza dell’online, “anche la scarsa accessibilità per trovare parcheggio” – ironizza un altro commerciante sorridendo –. E chi non riesce a fermarsi, cambia destinazione”. Per salvare il “soldato saldo”, servirebbero regole chiare. Ma la rete è refrattaria a rispettarle. «Rischiamo di fare come Don Chisciotte contro i mulini a vento – dice l’esperto di moda del Veneto – Ci sarebbe il negozio di vicinato che deve investire sulla qualità, sull’originalità e sulla relazione con il cliente. Solo così potrà competere e contribuire all’economia locale, che è anche un valore culturale. Infine l’ appello all’amministrazione comunale di un commerciante di Mazara . «Non può restare alla finestra. Serve valorizzare vie e piazze, garantire parcheggi e accessibilità. Altrimenti ogni iniziativa rischia di diventare un flop». Alla prossima
Salvatore Giacalone
3 settembre 2025



