Un contesto aperto, informale, dove il fruscio delle pagine si fonde con la melodia delle onde. È questa l’essenza di “Coordinate Letterarie: letture, autori e relax in riva al mare”, il nuovo progetto culturale ideato da Multiverso Edizioni in sinergia con la Libreria Il Colombre. L’obiettivo è ambizioso ma riuscito: rinnovare le modalità di fruizione della letteratura, portando il dibattito fuori dalle sale istituzionali.
Il primo dei sei appuntamenti in programma si è svolto lunedì scorso nella suggestiva cornice del “MAREA Beach Club”, sul Lungomare Mazzini di Mazara del Vallo. Un luogo incantevole dove il pubblico, a riva di mare e con i piedi sulla sabbia, ha potuto assistere a un esordio di grandissimo impatto emotivo e civile.

Protagonista della serata è stata la scrittrice Francesca Incandela con il suo saggio “Di Sangue e d’Onore: Donne di mafia. Donne contro la mafia”, pubblicato da Multiverso Edizioni (136 pagine, euro 13,50). L’incontro è stato condotto con sensibilità dalla psicologa Ivana Calamia, mentre l’attrice Virgilia Bello ha dato voce ad alcuni dei brani più significativi del testo, in particolare la storia di Franca Viola, emozionando i presenti.
L’opera è un saggio di forte impatto sociologico e narrativo che decostruisce radicalmente il vecchio stereotipo della donna di mafia vista come figura sottomessa, passiva e marginale. Francesca Incandela dimostra come le donne non siano mai state semplici spettatrici, ma attrici fondamentali del fenomeno mafioso.
Il libro si sviluppa attraverso due anime speculari: la prima parte (La realtà). Ricostruisce tredici profili biografici emblematici. Da un lato emergono le donne al comando, fiere custodi dei disvalori mafiosi (come Giusy Vitale); dall’altro splendono le straordinarie figure di rottura che hanno pagato con la vita la propria sete di giustizia (come Felicia Impastato e Rita Atria). Spazio anche alla storica vicenda di Franca Viola, moderna eroina del dissenso che rifiutò il matrimonio riparatore.
La seconda parte (La finzione catartica) indaga le profonde lacerazioni psicologiche dell’universo femminile attraverso sei dialoghi teatrali. La parola scritta si fa carne e dramma, esplorando l’intimità di chi decide di restare e di chi sceglie di fuggire.

L’incontro ha fatto emergere tre riflessioni cruciali che ridefiniscono il dibattito antimafia: la donna all’interno delle famiglie mafiose è l’anello cardine della trasmissione culturale. È colei che educa i figli al culto del sangue, della vendetta e dell’omertà. Riconoscere questo ruolo significa comprendere la vera forza antropologica delle mafie. Il concetto di “onore” patriarcale e mafioso si scarica interamente sul corpo e sulle scelte delle donne. La loro sottomissione è il pilastro su cui si regge l’intera struttura criminale ed infine quando una donna decide di ribellarsi, non compie solo un atto di coraggio personale, ma genera un vero e proprio terremoto del sistema. Spezzando il silenzio, le donne recidono il cordone ombelicale della mafia, dimostrando che la vera rivoluzione culturale parte dal rifiuto del sangue e del falso onore. ”Per decenni – ha detto Francesca Incandela – le donne di mafia sono state relegate al ruolo i figure passive e ignare. Il libro squarcia il velo dell’omertà, rivelando una realtà ben più complessa”
Questo primo incontro apre una ricca stagione culturale supportata da un’ampia rete civica e istituzionale. La rassegna “Coordinate Letterarie” è infatti inserita nel “Patto per la Lettura” di Mazara del Vallo e nel circuito “Città che legge 2026”.
L’iniziativa gode del prestigioso patrocinio di CIFA (Sede Provinciale di Trapani – Progetto Cultura), di ePar e del Rotary Club Mazara del Vallo, con la media partnership di RCV Radio Network e Radio Bau Bau. Un debutto straordinario per una rassegna che promette di far riflettere, unendo la profondità dei temi alla bellezza del nostro territorio.
Salvatore Giacalone






