Il libro intitolato “L’azione è il polso dell’universo. Vita di don Gaspare Morello”, scritto da Carlo Bronzi e pubblicato dall’ANPI di Fermo, che è stato presentato a Mazara nei locali del Seminario vescovile, tratta la straordinaria biografia di don Gaspare Morello, un sacerdote nato a Mazara, che divenne una figura centrale della Resistenza partigiana nelle Marche . Il libro si focalizza su tre macro-tematiche principali: l’unico prete presidente del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), il ruolo storico di don Morello, a Mazara da tutti chiamato padre Morello, durante la seconda guerra mondiale a Fermo divenne l’unico sacerdote in Italia a ricoprire la carica di presidente di un Comitato di Liberazione Nazionale provinciale, tra l’altro ricordato anche dal Presidente della Repubblica Mattarella. Il testo descrive il suo instancabile supporto logistico e morale ai partigiani marchigiani e la sua costante azione di protezione e salvaguardia della popolazione civile locale contro le violenze nazifascista ed infine il saggio ripercorre la sua parallela attività di uomo di cultura, prima come stimato preside del Liceo Classico di Fermo e, nel dopoguerra, come attivo promotore di scuole, istituti d’arte e progetti di inclusione sociale nella sua città natale, cioè Mazara del Vallo. Le operazioni della Resistenza nel territorio fermano, coordinate dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) sotto la guida strategica di don Gaspare Morello, si sono sviluppate attraverso una fitta rete clandestina. Pur essendo un uomo di chiesa, don Morello ha orchestrato la transizione istituzionale e la guerriglia antifascista basandosi su precise direttrici operative: Organizzazione delle prime bande armate, gestione della rete dei parroci staffetta, infiltrazione e intelligence per gli Alleati: Durante i giorni decisivi della liberazione, il CLN di Fermo ha coordinato il passaggio di informazioni cruciali. Tramite dispacci segreti (come quelli inoltrati da Monte Rubbiano), venivano contati e comunicati i soldati nazisti rimasti in città per favorire l’avanzata alleata. 
Voltiamo pagina e ricordiamo l’esperienza politica giovanile di don Gaspare Morello con don Luigi Sturzo che ha radici profonde nella Sicilia e che ha segnato in modo indelebile il suo successivo approccio democratico e istituzionale durante la Resistenza a Fermo. Questa formazione si è sviluppata attraverso tappe e principi fondamentali. Nei primi anni Venti, prima dell’avvento del regime fascista, il giovane don Morello si formò all’interno del Partito Popolare Italiano guidato da don Sturzo, facendone propri i valori cardine. Da Sturzo apprese la dottrina del popolarismo, fondata sul rifiuto del centralismo statale, sull’autonomia degli enti locali e sull’impegno sociale del clero a favore delle classi più deboli. Padre Morello applicò il principio sturziano della “laicità della politica”, intesa come la capacità di guidare istituzioni civili (come il CLN) collaborando con forze laiche, socialiste e comuniste senza compromettere la propria identità religiosa. Un prete, un uomo, un politico, un combattente. Lo ricorda il compianto Piero Di Giorgi in un articolo pubblicato su “Dialoghi Mediterranei e sul volume 800 – 900., edito da Sigma a cura di Antonino Cusumano e Rosario Lentini.
Salvatore Giacalone
Foto tratte da Mazara Forever




