FdI. Lettera al Presidente della Repubblica on. Sergio Mattarella, a seguito di quella inviata dal sindaco di Trapani

 

Trapani, 07 gennaio 2023

Al Presidente Repubblica Italiana

Ill.mo On. Prof. Sergio Mattarella

protocollo.centrale@pec.quirinale.it

 

Egregio Presidente,

l’appello rivoltoLe dal sindaco di Trapani mi offre lo spunto di sottoporre alla Sua cortese attenzione quanto già da me rappresentato alle competenti autorità regionali di governo e di controllo.

Un generico invito a prestare maggiore attenzione ai cronici ritardi del Sud rispetto al resto del Paese, mi pare possa essere rivolto al Suo alto Ufficio solamente da chi abbia dimostrato con i fatti un concreto impegno finalizzato al loro superamento, e non invece da parte di chi sta dando prova di seguire le peggiori prassi amministrative nella gestione della cosa pubblica.

Mi sembra cioè che il vertice di un’amministrazione comunale che gestisce le finanze pubbliche in assoluto spregio ai principi cardine della materia non abbia alcun titolo per rivolgere al Presidente un richiamo come quello indirizzatoLe alcuni giorni fa, dovendo piuttosto provvedere a rimuovere le gravi inadempienze da noi stigmatizzate nella summenzionata nota, che per Sua intelligenza alleghiamo alla presente, e che a nostro parere sono certamente tra le principali cause dei disagi che, retoricamente e con un larvato contegno polemico, il sindaco di Trapani ha ritenuto di ricordarLe.

RingraziandoLa anticipatamente per la cortese attenzione che vorrà riservare a questa breve mia, Le porgo i più cordiali saluti e i più sentiti auguri di buon anno

Con ogni osservanza

Avv. Maurizio Miceli

 

 

 

 

 

Trapani

 

Trapani, 02 gennaio 2023

 

Presidente Regione Siciliana

On. Renato SCHIFANI

presidente@certmail.regione.sicilia.it

 

Presidente Assemblea Regionale Siciliana

On. Gaetano GALVAGNO

gabinetto.ars@pec.it

 

Vice Presidente e Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità

On. Roberto Di MAURO

assessorato.energia.servizi@certmail.regione.sicilia.it

 

Assessore Infrastrutture e Mobilità

On. Alessandro ARICO’

assessorato.infrastrutture@certmail.regione.sicilia.it

 

Assessore Beni Culturali e dell’Identità Siciliana

On. Elvira AMATA

assessorato.beni.culturali@certmail.regione.sicilia.it

 

Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica

On. Andrea MESSINA

assessorato.autonomie.locali.fp@certmail.regione.sicilia.it

 

Assessore Territorio e Ambiente

Dott.ssa Elena PAGANA

assessorato.territorio@certmail.regione.sicilia.it

 

On. Nicola CATANIA

Vice Presidente Gruppo Parlamentare Fratelli d’Italia

ncatania61@gmail.com

 

Oggetto: Nota informativa inadempienze da parte dell’Amministrazione Comunale di Trapani e del Sindaco pro tempore Rag. Giacomo Tranchida.

 

            Il comune di Trapani andrà al voto nel giugno 2023, per il rinnovo di Giunta e Consiglio Comunale, tuttavia la stagione che ci si prospetta è piena di ombre sotto tanti, troppi punti di vista che possono avere riverberi sull’ordinario e straordinario decorso amministrativo.

Le problematiche sono tante e tali da non consentire una compressione in una sola nota di “denuncia” politica, quale questa si propone di essere: pertanto ho ritenuto opportuno segnalare le principali questioni su cui l’Amministrazione Comunale (AC) non seguita a dar risposte ma, al contrario, insiste a tacere, nonostante le numerose perplessità e deficienze suscitate dal suo operato.

I cittadini trapanesi hanno diritto ad essere informati sullo stato delle cose, perché sono protagonisti indiretti ma soprattutto destinatari di certe scelte che investono la loro quotidianità e, il loro futuro:

 

  1. Mancata approvazione del Bilancio di Previsione 2022/2024 e del Rendiconto di Gestione 2021.

 

L’AC di Trapani è inadempiente agli obblighi stabiliti dalla normativa di finanza pubblica relativamente alla predisposizione e approvazione dei documenti contabili emarginati.

A seguito della mancata approvazione del bilancio, entro il termine stabilito del 31 agosto u.s., la Regione Siciliana ha provveduto alla nomina, con decreto dell’Assessore Regionale alle Autonomie Locali n. 403/2022 del 16 settembre 2022, del Dott. Angelo Sajeva quale commissario ad acta per l’approvazione del rendiconto consuntivo 2021 e del bilancio di previsione 2022/2024.

Nonostante siano già trascorsi più di tre mesi dalla nomina ad oggi, 02 gennaio 2023, non si riscontra nemmanco la predisposizione di una bozza di deliberazione da sottoporre all’approvazione della Giunta comunale per la redazione del testo da sottoporre poi al Consiglio per la definita approvazione.

Tale circostanza è ben cristallizzata nel verbale n. 93/2022, redatto il 15 dicembre 2022 dal collegio dei revisori del Comune di Trapani, che evidenziano l’impossibilità di svolgere pienamente il proprio ufficio stante l’esiguità del tempo a loro disposizione a causa dell’incipiente fine dell’anno, e si interrogano altresì sul corretto funzionamento della macchina amministrativa.

Gli organismi di controllo, data l’inerzia dell’AC, hanno provveduto, come detto, alla nomina di un commissario ad acta, ma se questo non fosse messo nelle condizioni di poter operare, come parrebbe, stante, come detto, l’assenza financo di una bozza di rendiconto 2021 e di bilancio previsionale 2022/2024, gli stessi organismi dovrebbero intervenire.

Il caso del Comune di Trapani è assai singolare, perché lo stesso Commissario non è ancora (trascorsi oltre tre mesi e sicuramente non per sue colpe) riuscito ad ottemperare all’incarico conferitogli e pertanto si ritiene opportuno sollecitare la Regione Siciliana a mettere in moto tutti i meccanismi, anche drastici, per la verifica delle ragioni sottese alla inspiegabile mancata elaborazione dei documenti contabili di cui sopra.

In particolare non è dato comprendersi come mai proprio il rendiconto 2021, che dovrebbe semplicemente fotografare uno stato di fatto consolidatosi nel corso dell’esercizio 2021, non sia stato neanche abbozzato.

Viene da chiedersi quali “politiche di bilancio creativo” si stiano sperimentando al Comune di Trapani.

Per quanto attiene, invece, alla mancata predisposizione del bilancio di previsione, se da un lato è epifania di una mancata capacità di programmazione, dall’altro si riverbera in una concreta limitazione dei servizi essenziali. Si segnalano, a mero titolo esemplificativo, le criticità relative alle fatture per i consumi idrici che non risultano essere mai state notificate ai cittadini intestatari delle utenze, i quali hanno tuttavia ricevuto solleciti per il pagamento delle stesse. Si ritiene che quest’ultima circostanza possa essere una delle cause della mancata approvazione dei documenti contabili in discorso, per impossibilità di quantificare in maniera sufficientemente attendibile tanto l’ammontare delle entrate da iscrivere nel rendiconto quanto di quelle da inserire nel bilancio di previsione.

Inoltre si potrebbe fare chiarezza sul trasferimento della proprietà dell’area di sedime dell’ex acquedotto Dammusi da parte del Comune di Trapani a Siciliacque S.p.A. a cui sono seguite numerose polemiche stante che da un lato si cede la proprietà a Siciliacque per erogare l’acqua ad altre città e dall’altro si continua a comprare acqua da Siciliacque per erogarla a Trapani, sembra che in 4 anni –  l’amministrazione abbia acquistato 4.354.000,00 Euro di acqua da Siciliacque.

Si evidenzia infine di valutare se la mancata approvazione dei documenti contabili possa essere la causa della mancata apertura della Biblioteca Fardelliana, chiusa al pubblico da circa un anno per “criticità strutturali” a seguito del crollo del soffitto della Sala Lettura, o se possa avere creato qualche difficoltà sia alla programmazione che alla gestione dell’Ente Luglio Musicale.

Quest’ultimo noto ente di tradizione è stato al centro di numerose polemiche e scontri con i sindacati e si sono riscontrate non poche criticità nella composizione del management, dato che numerosi AD nominati nel tempo di 48 h rinunciavano all’incarico.

Si segnala infine un’ulteriore criticità: siamo ormai nel gennaio del 2023 – i cittadini trapanesi si chiedono – come potrà svolgere la normale attività di spesa l’Amministrazione Comunale, stante che: “articolo 163, d.lgs. 267/2000, comma 5, prevede che nel corso dell’esercizio provvisorio, gli enti possono impegnare mensilmente, unitamente alla quota dei dodicesimi non utilizzata nei mesi precedenti, per ciascun programma, le spese di cui al comma 3, per importi non superiori ad un dodicesimo degli stanziamenti del secondo esercizio del bilancio di previsione deliberato l’anno precedente, ridotti delle somme già impegnate negli esercizi precedenti e dell’importo accantonato al fondo pluriennale vincolato, con l’esclusione delle spese:

  1. tassativamente regolate dalla legge;
  2. non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi;
  3. a carattere continuativo necessarie per garantire il mantenimento del livello qualitativo e quantitativo dei servizi esistenti, impegnate a seguito della scadenza dei relativi contratti.”

Ma come potrà essere possibile tutto ciò se il Comune di Trapani è ancora privo sia del Consuntivo 2021 che del Bilancio di Previsione 2022/2024?

Tutto ciò premesso e rappresentato si chiede alle SS.LL. di valutare l’opportunità di adottare urgentemente i provvedimenti idonei a porre fine a questo stato di gravissima inottemperanza alla normativa di finanza pubblica, anche in considerazione dei riflessi della stessa sulla fedele rappresentazione della situazione finanziaria nazionale.

 

  1. Realizzazione di un sottopasso lungo la linea ferroviaria Palermo – Trapani tra la Via Virgilio e la Via Marsala da parte di R.F.I. e Realizzazione di una struttura sanitaria (Residenza Sanitaria Assistenziale) da parte della Salustra S.r.l.

 

Il progetto del sottopasso veicolare è ritenuto invasivo per più di un tecnico, ma soprattutto ha ricevuto pareri contrari dagli ordini professionali che in più battute hanno espresso, sia pubblicamente che agli enti preposti, la sussistenza di criticità in termini di opportunità urbanistica e di tutela ambientale, non ultimo quelle geologiche dovute alla particolare natura dei terreni espressa dal consiglio dei geologi.

In tanti si chiedono se non si potesse fare altrimenti per uscire fuori dal sacco dei passaggi a livello che paralizzano la città. Tale progetto ricade in una zona destinata a spazi pubblici attrezzati a parco per il gioco e per lo sport, ove sono presenti vincoli relativi ad area IBA, vincoli boschivi e vincoli paesaggistici, nonché sottrae alla città un irrinunciabile polmone verde già in pesante deficit in materia di standard ambientali.

Nonostante tutto ciò il 27 aprile 2021 il progetto definitivo del sottopasso viene approvato e RFI nel febbraio del 2022 appalta i lavori alla COSEDIL S.p.A. per un importo dei lavori pari a € 12.500.000,00 con un ribasso del 0,4194%.

A seguito dell’apertura del cantiere e l’inizio delle opere propedeutiche hanno fatto seguito denunce, una petizione popolare e interrogazioni parlamentari, che fino ad oggi non hanno avuto seguito o significativi interventi di tutela.

Il realizzato edificio dell’RSA costruita su un terreno adiacente al sottopasso dedicata ad anziani non autosufficienti, ma anche ad adulti disabili, tale enorme edificazione di quattro piani con una superficie coperta di circa 6.000 mq., oggi quasi ultimata, si trova all’interno di un lotto di mq. 20.700 in una zona vincolata destinata dal Piano Regolatore Generale di Trapani a “FV – Aree per spazi pubblici attrezzati a parco per il gioco e per lo sport”. Al riguardo Rete Ferroviaria Italiana, aveva espresso in conferenza di servizi nel 2018 parere negativo, rilevando gravi interferenze del progetto della R.S.A. con il progettato sottopasso. Insomma, dove dovrebbe sorgere un grande parco urbano attrezzato, si consumerà il più grosso processo di cementificazione dal dopo guerra ad oggi.

Senza indugiare in pletoriche ricostruzioni, basterà verificare se le aree ove insistono sia il sottopasso che la RSA fossero o meno originariamente destinate a standard urbanistici (verde attrezzato) di compensazione agli edifici attigui già esistenti. Se fosse così queste aree non sarebbero potute essere in alcun modo oggetto di assoggettamento a varianti di alcun tipo.

Ci consta che codeste problematiche siano state sottoposte in sede parlamentare (Ars) agli Assessorati competenti, tuttavia senza che siano state ottenute risposte puntuali e chiarificatrici, che ora si sollecitano ulteriormente onde vagliare, altresì, la sussistenza di eventuali responsabilità non strettamente di natura politica.

Tutto ciò ha determinato, come anzidetto, non solo sollevazioni popolari da parte di appositi comitati, ma altresì difficoltà nella definizione di una prospettiva urbanistica della città anche sotto il profilo imprenditoriale, senza contare delle difficoltà dovute agli aspetti ambientali, completamente pretermessi nella valutazione urbanistica, con i rischi conseguenti. Non si comprende ad esempio se i proprietari degli appartamenti verranno compensati per eventuali danni insorgenti, o le conseguenze del deprezzamento del loro valore, per non parlare dell’assenza di aree destinate al verde pubblico in zona.

 

  1. Danni alluvione avvenuta a Trapani il 26 settembre 2022 – Richiesta di calamità naturale alla Regione Siciliana

 

L’AC, a margine dell’evento atmosferico e dell’insorgenza degli ingenti danni accusati soprattutto dai privati, ha richiesto alle autorità competenti il riconoscimento dello stato di calamità, ritenendo l’evento alluvionale catastrofico ed eccezionale.

Le deficienze strutturali erano state rassegnate nella relazione del Dott. Messineo, Commissario del Comune di Trapani dall’estate 2017 sino alla celebrazione dell’elezioni amministrative del giugno 2018, che esplicitava, tra le altre cose, come fosse prioritario provvedere alla manutenzione ordinaria e costante di un sistema fognario decisamente compromesso.

Il Commissario della Protezione Civile Regionale, Ing. Salvatore Cocina, ha tuttavia smentito il sindaco, chiarendo come gli effetti – quelli sì catastrofici – dovuti alla stagnazione dell’acqua nelle arterie principali della città fossero dovuti soprattutto alla totale assenza di manutenzione: “Di contro, non si ha notizia delle attività di prevenzione che il Comune avrebbe dovuto attivare e, certamente, non da ora ma da anni. In particolare la verifica e la manutenzione dei tombini, delle reti fognarie, del sistema di smaltimento delle acque e delle pompe di sollevamento. La nota di Cocina diventa un atto d’accusa nei confronti dell’amministrazione: “È emersa, con chiarezza, una inefficiente manutenzione ordinaria delle caditoie, dei tombini, degli sbocchi a mare, ostruzioni delle tubazioni che hanno causato lo scoppio di alcun tratti, Inoltre, non ha funzionato pienamente la stazione di pompaggio di via Tunisi che avrebbe operative da tempo solo 6 pompe su 12”. Cocina picchia duro anche su un altro punto fondamentale: “Il Piano di protezione civile comunale, risalente al 2006 e per il quale solo di recente, dopo le richieste reiterate del dipartimento regionale, è stato dato un incarico per il suo aggiornamento, a tutt’oggi non ancora fatto”. Il capo della Protezione Civile bacchetta Tranchida anche nella forma: “In riferimento alla richiesta di calamità nazionale, la stessa non esiste dal punto di vista normativo, esiste invece una richiesta di stato di emergenza al Consiglio dei Ministri” e in ultimo “Ad oggi si ritiene che non sussistano i presupposti normativi di richiesta di emergenza di rilevanza nazionale”. 

La Giunta Regionale, con deliberazione n. 550 del 25 novembre 2022, ha provveduto alla dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza anche nel territorio di Trapani, non riconoscendo al contrario lo stato di calamità come richiesto dall’AC, evidentemente rilevando come anzidetto criticità in termine di manutenzione ordinaria del sistema fognario.

Lo stato di emergenza, come noto, ha consentito alla Protezione Civile Regionale di liberare alcune some importanti per interventi di riattivazione del sistema di pompaggio.

            Inoltre, qualche interrogativo e/o perplessità sorge sugli attraversamenti pedonali rialzati – meglio individuati come “dossi” artificiali, realizzati nella centralissima Via G. B. Fardella (considerata centro storico al piano regolatore) – non vorremmo che oltre ad avere creato non poche difficoltà al transito delle ambulanze e mezzi di soccorso, questi “lavori” avrebbero inciso, in qualche modo, sulle cause per cui molteplici abitazioni e attività commerciali sono state sommerse dall’acqua e detriti.

È chiaro che i gravi ritardi nell’approvazione degli strumenti di finanza pubblica da parte dell’AC hanno fortemente rallentato la realizzazione dei debiti interventi preventivi, idonei a scongiurare gli effetti pregiudizievoli delle piogge tardo – estive, esponendo il Comune di Trapani ad istanze di risarcimento per diversi milioni di euro da parte dei danneggiati.

Non si è, infatti, dato seguito alla manutenzione ordinaria per la pulitura delle caditoie e dei tombini, delle reti fognarie intasate, del sistema di smaltimento delle acque e delle pompe di sollevamento che non hanno funzionato pienamente.

Si segnala in ultimo la totale caduta di stile del sindaco nel dichiarare in sede di consiglio comunale straordinario che l’eventuale diniego dello stato di calamità da parte della Regione Siciliana affonderebbe le proprie ragioni nella distonia politica tra AC e Governo Regionale, essendo questo espressione di una maggioranza politica di centrodestra.

 

  1. Sequestrato il Depuratore di Trapani, scarichi fognari in mare e in un fiume.

I cittadini e l’Ente Gestore della Riserva delle Saline di Paceco / Trapani, nonché il WWF, da anni segnalavano il riversamento di liquami in mare e nella riserva, esposti che hanno determinato l’iscrizione di notizia di reato da parte della Procura della Repubblica di Trapani che è intervenuta richiedendo e ottenendo il sequestro preventivo del depuratore intercomunale.

La Capitaneria di Porto ha messo i sigilli all’impianto che, secondo i magistrati, non funzionava in maniera corretta ed era diventato dannoso per la salute dei cittadini e per l’ambiente, perché quegli scarichi finivano anche in un fiume che scorre all’interno della riserva delle saline. Sempre secondo l’impostazione accusatoria parrebbe che l’impianto non riuscisse a garantire i minimi tabellari previsti dalla legge per l’immissione dei reflui nell’ambiente.

Si ipotizzano, a carico di cinque dipendenti comunali, una serie di illeciti in violazione delle norme che disciplinano gli scarichi dei reflui fognari. Oltre all’impianto, la Capitaneria di porto ha sequestrato anche le strutture poste a monte e che servono al sollevamento e alla scolmatura in emergenza delle acque piovane. L’impianto, secondo gli inquirenti, immetteva reflui fognari non depurati sia nel fiume ‘Lenzi-Baiata’, che scorre nell’area protetta delle saline di Trapani e Paceco, che direttamente in mare dai dispositivi di via Tunisi, in corrispondenza del lungomare Dante Alighieri. Emerse, oltre all’assenza delle autorizzazioni allo scarico per via delle carenze dell’impianto, anche “palesi e pregresse inadeguatezze strutturali e procedurali – dicono dalla Capitaneria di porto – adottate nella conduzione delle infrastrutture”.

Si segnala anche questa volta l’inerzia dell’AC che, per espresse dichiarazioni di sindaco e assessore al ramo, hanno sempre considerato questi liquami acque bianche.

Al di là dei risvolti giudiziari e della totale assenza di interventi risolutivi, si chiede alle SS.LL. di intervenire per ripristinare il funzionamento di uno strumento quale il depuratore e dei connessi impianti, indispensabile per l’erogazione del servizio idrico locale, sempre nel rispetto ovviamente della salubrità dell’ambiente e della tutela della salute pubblica.

 

In conclusione, rivolgendoci alle Ecc.me SS.LL., non possiamo che auspicare interventi chiarificatori e risolutivi, che marchino al meglio le eventuali responsabilità, che ripristino laddove necessario processi di legalità e trasparenza, per restituire a questa nostra Trapani, capoluogo di Provincia, una normalità ormai fin troppo calpestata.

 

Il Coordinatore Provinciale

(Avv. Maurizio Miceli)