Andrea Bonafede è stato un favoreggiatore di Matteo Messina Denaro, ma non un appartenente a Cosa nostra. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura generale e ha confermato la condanna definitiva a sei anni di reclusione per l’operaio comunale di Castelvetrano, ritenuto responsabile di aver agevolato la latitanza del boss mafioso arrestato il 16 gennaio 2023 e morto un anno dopo.
La Procura generale aveva chiesto una condanna più severa, sostenendo che i fatti contestati integrassero anche il reato di associazione mafiosa. Una tesi che non è stata accolta dai giudici di legittimità, che hanno confermato il quadro già delineato nei precedenti gradi di giudizio.
Bonafede, omonimo e cugino del geometra Andrea Bonafede che prestò la propria identità a Messina Denaro per le cure mediche, è stato il primo esponente della cerchia più vicina al boss di Castelvetrano a ricevere una condanna dopo la cattura del latitante.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il rapporto tra i due sarebbe stato caratterizzato da un forte legame personale. Quando, il 3 novembre 2020, Messina Denaro venne a conoscenza della malattia tumorale da cui era affetto, Bonafede avrebbe attivato una scheda telefonica inserita in un vecchio cellulare utilizzato dalla suocera e dalla madre.
Le indagini dei carabinieri del Ros, coordinate dalla Procura di Palermo guidata da Maurizio de Lucia e dall’allora procuratore aggiunto Paolo Guido, oggi procuratore a Bologna, consentirono di ricostruire gli spostamenti e i collegamenti telefonici tra le utenze.
Il 5 novembre 2020 il telefono riconducibile alla nuova scheda agganciò la cella relativa all’ospedale di Mazara del Vallo, dove il giorno successivo risultò presente anche l’utenza utilizzata da Bonafede. In quella data il geometra Andrea Bonafede effettuò un accesso in ospedale, ma secondo gli investigatori si trattava in realtà di Messina Denaro che utilizzava la sua identità.
Nei giorni successivi i contatti si interruppero. Il 13 novembre il boss venne sottoposto al primo intervento chirurgico all’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo, mentre il 14 novembre venne attivata una nuova utenza intestata all’operaio comunale. Il 18 novembre le due schede agganciarono una cella a Campobello di Mazara, segnalando il ritorno di Messina Denaro nel luogo in cui aveva trascorso gli ultimi anni della latitanza.
Inizialmente a Bonafede era stato contestato soltanto il ritiro delle ricette mediche dal medico Alfonso Tumbarello per conto del latitante. Durante l’interrogatorio di garanzia aveva dichiarato di aver compiuto “un favore a mia insaputa”, sostenendo di non sapere che quei documenti fossero destinati al boss.
Nel processo è stato inoltre acquisito un video relativo al 13 gennaio 2023, tre giorni prima dell’arresto di Messina Denaro, nel quale il boss viene ripreso a Campobello di Mazara. Nelle immagini compare anche Bonafede, alla guida di un’auto del Comune: i due si fermano e parlano brevemente prima di riprendere la marcia.
L’episodio, tuttavia, non è stato ritenuto sufficiente per dimostrare un rapporto di partecipazione all’organizzazione mafiosa. La difesa, affidata all’avvocato Tommaso De Lisi, ha contestato la ricostruzione accusatoria secondo cui Bonafede sarebbe stato costantemente al fianco del latitante anche in precedenti episodi, come la trasferta a Palermo del 2012 per un tatuaggio effettuato da Messina Denaro sotto il falso nome di Vito Ferreri o la spesa in una salumeria di via Gaetano Daita nel 2015.
La Corte d’appello aveva già escluso che tali circostanze fossero sufficienti a dimostrare un coinvolgimento mafioso, ritenendo gli ulteriori contatti riconducibili a un rapporto personale tra due soggetti e non a condotte di partecipazione all’associazione criminale.
Durante l’interrogatorio in carcere davanti al pubblico ministero Gianluca De Leo, Bonafede aveva dichiarato: “La mia vita ormai è finita, ho perso tutto”. Con la sentenza della Cassazione, la condanna a sei anni diventa definitiva e per l’operaio comunale si avvicina il termine dell’espiazione della pena.





