“Fase 2”, CIFA Trapani: ok ad aperture ”a tappo” ma serve responsabilità individuale, collettiva, e formazione continua

La ripartenza del mondo produttivo, delle imprese, piccole e grandi, dopo l’emergenza covid-19 non ha  precedenti. Dopo quasi tre mesi di “lockdown” molte cose sono cambiate, a partire dalla prossimità fisica. La ripresa porta con sé però delle novità, nuove idee volte a dare un volto moderno, “etico”, al nostro territorio. Vi è una grande voglia di ripartire. Un plauso va certamente fatto alle amministrazioni pubbliche che attraverso il dialogo e le nuove tecnologie hanno attivato un nuovo sistema di concertazione con un approccio “bottom up” coinvolgendo simultaneamente  imprese e lavoratori. Crescita e ripresa degli antichi valori del rispetto reciproco, queste le parole d’ordine. Ma tutto ciò potrebbe non bastare.

In questo delicato momento, in attesa che l’emergenza cessi definitivamente, oltre ad un sistema di regole condiviso è fondamentale il buon senso del singolo e collettivo in grado di far superare la paura di ritornare a socializzare evitando qualsiasi rischio di eventuale contagio. Serve coraggio e credere in una sana ripresa e crescita senza paura di uno sviluppo condizionato. Le prospettive di una nuova gestione commerciale, industriale ed artigianale non possono solo basarsi sul supporto delle banche e della tanta echeggiata liquidità elargita dal Governo o sulle molteplici richieste di aiuto agli enti previdenziali. Bisogna innanzitutto ripensare al lavoro ed il lavoro.

CIFA Italia nel ribadire il suo sostegno delle imprese e allo sviluppo del sistema territoriale intende valorizzare la creatività e le proposte sviluppate dai vari sistemi ordinistici. “Il covid-19 –ha sottolineato Gaspare Ingargiola, Responsabile provinciale di CIFA- è stato come un cataclisma, ha sconvolto la società e la geofisica del lavoro. Adesso serve una road map per ripartire ed affrontare i cambiamenti: la formazione risulterà ancora più importante per far fronte alle difficoltà; un ruolo centrale rivestiranno i fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua dei lavoratori alle quali le imprese, in modalità singola o associata, potranno accedere. Anche Fonarcom, il fondo istituito da CIFA per i lavoratori del terziario, artigianato e Pmi (a cui aderiscono 165 mila aziende ed un milione e 38 mila lavoratori) è in prima linea. Il nostro impegno –ha spiegato Ingargiola- è aiutare le imprese affinchè le difficoltà post-coronavirus possano diventare possibilità di crescita. Occorre fornire le imprese, tutte, degli strumenti dell’innovazione, della formazione diffusa e delle competenze trasversali, soltanto così si possono implementare vere ed efficaci politiche attive del lavoro”.

Il responsabile di CIFA Trapani ha così concluso: “Facciamo gruppo e dichiariamo al Governo, con un’unica voce, che siamo italiani e non abbiamo timore di riprendere il lavoro. Diamo forza alle idee, alle visioni, alle nuove concezioni di smart enterprise. Abbiamo bisogno di unione, di sostegno, abbiamo bisogno di essere ascoltati, e non certo solo di controlli. La voce delle imprese e dei lavoratori è la voce dell’Italia unita”.

Francesco Mezzapelle –Consulente per la Comunicazione C.I.F.A. Trapani