Scatta l’intervento di somma urgenza nel porticciolo di Marinella di Selinunte per liberare l’area portuale dai cumuli di posidonia abbandonati. La Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo ha emanato una formale ordinanza per disciplinare la viabilità terrestre e garantire la sicurezza della navigazione durante le operazioni di rimozione e trasporto a discarica della biomassa vegetale. La situazione di pericolo era stata segnalata a fine 2025 dalla cooperativa “Marinella pesca” a causa del forte insabbiamento dell’imboccatura. Il blocco delle attività marine ha spinto il Comune di Castelvetrano e la Regione Siciliana ad attivare le procedure d’urgenza. Le forti mareggiate invernali hanno rimescolato la sabbia con i resti di posidonia accumulati da un precedente cantiere mai portato a termine. Di conseguenza, le autorità ambientali hanno stabilito l’impossibilità di separare i materiali in situ, classificando la posidonia abbancata come rifiuto biodegradabile (codice CER 200201) da conferire in impianti autorizzati. I lavori avranno una durata stimata dal 3 giugno al 23 luglio 2026 e saranno eseguiti dalla ditta COGIS S.r.l. di Maletto (CT). L’operazione vedrà l’impiego continuativo di quattro autoarticolati per il trasporto dei materiali verso la ditta Renda S.r.l. di Misiliscemi (TP).
Per garantire l’incolumità pubblica, l’ordinanza impone rigide limitazioni all’interno del bacino portuale: Divieto assoluto di accesso, transito e sosta a persone, veicoli e mezzi nautici non autorizzati.
- Interdizione della navigazione e dell’ormeggio entro un raggio di 30 metri dai mezzi d’opera in funzione.
- Obbligo di sgombero temporaneo degli specchi acquei da parte delle imbarcazioni stanziali, previo coordinamento giornaliero con la direzione dei lavori.
Le deroghe ai divieti riguarderanno esclusivamente i mezzi di soccorso, le forze di polizia, i dipendenti del cantiere e i diportisti locali, che potranno accedere esclusivamente per il tempo strettamente necessario a raggiungere o movimentare le proprie unità.
L’ordinanza pone un forte accento sulla salvaguardia dell’ecosistema marino. La ditta esecutrice dovrà installare barriere protettive (panne galleggianti) per prevenire l’intorbidimento delle acque al di fuori del porto e nelle vicine aree di balneazione. Sarà inoltre obbligatorio l’uso di vasche di contenimento mobili per evitare lo sversamento di percolato. I mezzi operativi dovranno mantenere una distanza di sicurezza di almeno 70 centimetri dal ciglio della banchina. Prima dell’avvio definitivo delle ruspe, l’appaltatore dovrà effettuare un campionamento su almeno tre campioni per la caratterizzazione chimico-fisica del rifiuto, i cui esiti dovranno essere validati dalla Regione Siciliana e trasmessi alla Capitaneria di Porto.




