La situazione legata alla movida, allo spaccio di droga e all’uso di armi bianche o da fuoco a Mazara del Vallo rappresenta un’emergenza concreta e fortemente sentita dalla cittadinanza. Gli episodi di cronaca locale evidenziano una escalation di criminalità che trasforma le zone del centro storico in veri e propri scenari di guerriglia urbana, specialmente durante i fine settimana. Il consumo e lo spaccio di stupefacenti rappresentano il motore principale della criminalità locale. Le piazze di spaccio attirano sia consumatori giovanissimi che adulti, alimentando un giro d’affari che fa gola alla criminalità organizzata e ai grossisti della provincia. Si registra una preoccupante frequenza di scontri fisici in cui i giovani non esitano a fare uso di coltelli. Proprio a fine maggio 2026, una violenta rissa tra gruppi contrapposti ha sconvolto l’area tra piazza Chinea e piazza San Bartolomeo. Il timore legato alla presenza di pistole o alla violenza per il controllo del territorio è connesso ai regolamenti di conti e alle estorsioni per i debiti di droga, dinamiche che sfociano regolarmente in spedizioni punitive. Un numero crescente di minorenni e giovani adulti, spesso sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti, è coinvolto in aggressioni e atti di vandalismo, come riportato dai servizi sociali e dalle forze dell’ordine. Vie e piazze della movida (come la zona della Kasbah, piazza Chinea e piazza San Bartolomeo che si allargano tra piazza Addolorata e via Porta Palermo) si trasformano di notte da luoghi di aggregazione a punti caldi di scontro. I residenti denunciano un clima di paura diffusa che spinge molte persone, specialmente gli anziani, a chiudersi in casa la sera per evitare di trovarsi nel mezzo di aggressioni o rapine collegate alla ricerca di denaro da parte di tossicodipendenti. Per arginare questo fenomeno, la magistratura e le forze di polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, e anche Vigili Urbani in talune circostanze e Guardia di Finanza) hanno intensificato i controlli sul territorio attraverso blitz mirati contro lo spaccio e il porto abusivo di armi nelle aree sensibili della movida. La situazione richiede un monitoraggio costante e non solo interventi di tipo repressivo, ma anche percorsi di prevenzione sociale ed educativa per contrastare il disagio giovanile e la dipendenza da sostanze.
Salvatore Giacalone




