CUSTONACI – Sette tonnellate di pietra siciliana. Onice e Perlato che raccontano la luce. E un titolo che pesa quanto l’opera: “La donna che sostiene il mondo”.
Gerry Bianco, artista eclettico conosciuto a livello nazionale, sta realizzando a Custonaci una scultura monumentale che unisce forza e spiritualità. L’artista, dal tratto creativo vulcanico, scalpella incessantemente il blocco lapideo nel laboratorio messo a disposizione dall’assessore comunale Nino Incammisa attraverso la sua azienda.
L’opera è bifacciale e racconta due visioni dell’essere umano. Da un lato Bianco segue la venatura orizzontale della pietra: è il limite, la terra, la condizione umana. Dall’altro lato la linea diventa ascensionale, verticale: è l’ascesa, lo slancio spirituale, l’Ascendente che guarda al cielo.
“È una donna che regge il peso del mondo, ma non si spezza”, spiega l’artista. “La pietra siciliana ha memoria. Onice e Perlato sono luce e resistenza insieme, come la forza femminile”.
L’intervento è stato commissionato dal Comune di Custonaci. Il sindaco Fabrizio Fonte e l’assessore Nino Incammisa hanno voluto fortemente l’opera come nuovo simbolo identitario del territorio.
Al termine della lavorazione, “La donna che sostiene il mondo” troverà collocazione definitiva al Museo d’Arte Contemporanea MAC en plein air, affacciata sulla baia di Cornino. Un luogo dove l’arte incontra il mare, proprio come nella poetica di Bianco che da sempre lega le sue sculture all’orizzonte.
Dopo “La Cena dell’Anima” all’Antica Sicilia di Paolo Bono, Gerry Bianco conferma la sua cifra: arte che nasce dal gesto, che respira col territorio, che parla all’anima.








