La prima sezione della Corte d’Appello di Palermo ha confermato le assoluzioni, con la formula piena «perché il fatto non sussiste», nei confronti dell’ex presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, dell’armatore Ettore Morace, dell’ex collaboratore di Crocetta Massimo Finocchiaro e della società Liberty Lines, imputati in un processo per presunta corruzione.
La sentenza di secondo grado conferma integralmente il verdetto emesso in primo grado, respingendo l’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura.
Secondo l’accusa, Crocetta avrebbe favorito l’allora Ustica Lines, successivamente divenuta Liberty Lines, consentendole di mantenere una posizione di vantaggio nei collegamenti marittimi con le isole minori siciliane in cambio di utilità indebite.
Tra i fatti contestati figurava la proroga del servizio concessa nel 2017 e presunte pressioni esercitate per incrementare le corse verso le isole Eolie ed Egadi. Gli inquirenti ritenevano che tali decisioni fossero state influenzate da un contributo elettorale di 5 mila euro versato da Ettore Morace al movimento politico “Riparte Sicilia”, riconducibile all’ex governatore.
L’ipotesi accusatoria, tuttavia, non ha trovato conferma né nel giudizio di primo grado né davanti alla Corte d’Appello, che ha ribadito l’insussistenza dei fatti contestati.
Soddisfazione è stata espressa dai difensori degli imputati, la cui linea difensiva è stata integralmente accolta anche in secondo grado.
Al termine della pronuncia, Rosario Crocetta ha commentato la decisione dei giudici ricordando anche alcune indiscrezioni che, a suo dire, avevano accompagnato l’inchiesta. L’ex presidente della Regione ha definito quelle voci «dicerie da caserma», riferendosi alle presunte motivazioni personali che sarebbero state attribuite alle sue scelte amministrative.
«Non esulto perché ho troppo sofferto», ha dichiarato l’ex governatore dopo la lettura della sentenza.
La decisione della Corte d’Appello conferma, allo stato, la piena assoluzione di tutti gli imputati, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza e salvo eventuali ulteriori sviluppi giudiziari.




