Musica, teatro, testimonianze e impegno civile tornano a intrecciarsi a Castelvetrano con la IV edizione di A Nome Loro 2026, la maratona artistico-culturale dedicata alle vittime di mafia in programma il 30 maggio nel Sistema delle Piazze, con ingresso gratuito.
Nata nel 2023 pochi giorni dopo l’arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro, la manifestazione ideata dalla pianista e compositrice jazz Sade Mangiaracina si è trasformata negli anni in uno dei principali eventi culturali e civili del territorio, capace di richiamare migliaia di persone e artisti da tutta Italia.
L’edizione 2026 si arricchisce di nuovi ospiti: sul palco saliranno anche Donatella Rettore, Giulia Mei e l’attrice Simona Malato, interprete della moglie di Messina Denaro nella fiction Rai “L’invisibile: la cattura di Mattia Messina Denaro”.
Tra gli artisti già annunciati figurano anche Nada, The Zen Circus, Simona Molinari, Mario Venuti, Rancore, Anastasio e numerosi altri protagonisti della scena musicale, teatrale e televisiva italiana.
L’evento sarà presentato da Martina Martorano, Stefania Renda e Gino Castaldo, su testo dell’autore Rai Paolo Biamonte, e verrà trasmesso in diretta su Rai Radio 2 e sul canale 202 del digitale terrestre.
Accanto alla musica, anche quest’anno troveranno spazio le testimonianze di figure impegnate nella lotta alla criminalità organizzata, tra cui Luisa Impastato, il giornalista Salvo Palazzolo e rappresentanti di associazioni come Fondazione Falcone, Addiopizzo e Libera.
Tra le novità dell’edizione 2026 anche un villaggio enogastronomico che aprirà il 29 maggio, con la partecipazione di aziende e realtà del territorio del Belice, oltre a eventi collaterali come il soundcheck aperto al pubblico e un dj set serale.
Prosegue inoltre il contest musicale “MyHope”, dedicato ai giovani artisti emergenti e realizzato in collaborazione con il CET di Mogol. I vincitori entreranno a far parte della line up ufficiale del concerto.
Dalla sua nascita, “A Nome Loro” ha già coinvolto oltre 28 mila persone e più di un milione di spettatori tra dirette radio e streaming, trasformandosi in un simbolo di memoria collettiva e partecipazione civile attraverso il linguaggio della cultura e della musica.





