Dai beni confiscati alla criminalità organizzata agli immobili comunali inutilizzati, fino alle aree destinate allo sviluppo produttivo. A Castelvetrano prende forma una vasta operazione di valorizzazione del patrimonio pubblico che punta a trasformare ciò che per anni è rimasto inutilizzato in nuove opportunità per il territorio.
L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giovanni Lentini, ha infatti concluso quattro distinte procedure pubbliche che hanno portato all’assegnazione di terreni, immobili e lotti produttivi, con l’obiettivo di restituire alla collettività beni sottratti alla criminalità o non ancora valorizzati.
Nel dettaglio, sono stati assegnati oltre 219 mila metri quadrati di terreni agricoli, tra uliveti, agrumeti, mandorleti e fabbricati rurali situati nelle contrade Bresciana, Giallonghi, Latomie e Favara Rampante. Si tratta di beni confiscati che verranno destinati a finalità sociali, educative e di inclusione, con l’obiettivo di generare valore per la comunità.
Un altro passaggio riguarda gli immobili di via Seggio, affidati all’AGESCI Castelvetrano 1. L’assegnazione consentirà di potenziare le attività educative e formative rivolte ai giovani, contribuendo al recupero sociale e urbano di un’area significativa della città.
Assegnati anche i locali di Palazzo Pignatelli, in piazza Umberto I, alla Pro Loco Castelvetrano Triscina. Gli spazi saranno utilizzati per attività di promozione turistica e culturale, con l’obiettivo di rafforzare l’identità del territorio e rilanciare il centro storico.
Particolare attenzione è riservata all’Area P.I.P. di contrada Strasatto, dove si registra la partecipazione di diverse imprese interessate ai lotti destinati agli insediamenti produttivi. Un segnale che, secondo l’Amministrazione, conferma la ritrovata attrattività del territorio e la fiducia del tessuto imprenditoriale locale.
L’area produttiva sarà inoltre oggetto di un intervento di potenziamento grazie a un finanziamento regionale di circa 1,5 milioni di euro, che consentirà il completamento delle infrastrutture e il rafforzamento della zona destinata alle attività economiche.
Secondo il Comune, l’operazione rappresenta un passaggio strategico: dai beni confiscati alla mafia alle strutture pubbliche inutilizzate, fino ai nuovi investimenti produttivi, l’obiettivo è quello di trasformare il patrimonio della città in uno strumento concreto di sviluppo, occupazione e legalità.




