Una nuova strategia per la tutela e la valorizzazione della Riserva naturale orientata Bosco d’Alcamo, capace di coniugare sicurezza del territorio, recupero del patrimonio edilizio e valorizzazione delle emergenze archeologiche. È quanto emerso dal sopralluogo effettuato nella mattinata dal presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, nell’area della Funtanazza, seguito da un’assemblea con i soggetti interessati alla gestione e alla salvaguardia della riserva.
Secondo Quinci, la protezione dell’area boschiva, in particolare rispetto al rischio incendi, non può essere disgiunta dal recupero dell’immobile della Funtanazza e da una maggiore attenzione al patrimonio archeologico presente nella zona. L’obiettivo è quello di sviluppare una visione complessiva che metta a sistema tutte le componenti della riserva.
Nel corso dell’incontro sono stati individuati alcuni punti considerati prioritari e che dovranno ora tradursi in specifici atti amministrativi. Tra questi, particolare attenzione è stata rivolta alle condizioni dell’edificio della Funtanazza, che richiederebbe approfondimenti tecnici e un piano di intervento strutturale. La situazione dell’immobile, secondo quanto emerso, pone inoltre interrogativi sulle procedure attualmente in corso e sulla manifestazione d’interesse avviata per il suo recupero.
Il presidente del Libero Consorzio ha sottolineato come il rilancio della riserva richieda una responsabilità condivisa tra tutti i soggetti coinvolti. Dalla Regione Siciliana, che ha istituito l’area protetta, all’ente provinciale che ne cura la gestione, fino al Comune di Alcamo, chiamato a svolgere un ruolo centrale nella valorizzazione di una parte significativa del proprio patrimonio storico e ambientale. Fondamentale, inoltre, il contributo delle associazioni ambientaliste e del volontariato, che hanno confermato la disponibilità a partecipare attivamente ai progetti futuri.
Per il presidente Quinci, la mancanza di una strategia organica rappresenta oggi uno dei principali ostacoli allo sviluppo della riserva. Da qui la necessità di individuare nuove idee, reperire risorse economiche e costruire un percorso condiviso tra le diverse realtà interessate.
Il Libero Consorzio Comunale di Trapani si è detto disponibile a coordinare un tavolo tecnico con gli enti e i soggetti legittimati a parteciparvi. L’obiettivo sarà definire gli interventi più urgenti e predisporre un cronoprogramma dettagliato per il rilancio dell’intera area protetta, comprese le modalità di fruizione da parte dei visitatori. Tra le ipotesi non viene esclusa la partecipazione di soggetti privati, purché finalizzata alla tutela del patrimonio pubblico e alla sua valorizzazione come bene comune.



