Blog di Salvatore Giacalone, Ripartire. come 75 anni fa

Certo non è  stato un bel 25 Aprile questo del 2020. Il  75esimo anniversario della Liberazione non ha visto le piazze piene di partigiani vecchi e nuovi che danno corpo ai valori dell’antifascismo, base della Repubblica. La pandemia che impedisce manifestazioni, cortei e discorsi non ha impedito, comunque, il ricordo del 25 aprile. E’ stata una piazza virtuale ma ugualmente gremita e animata, sul  palcoscenico virtuale abbiamo visto le case e i  balconi e le bandiere. Venerdì è il 1°maggio , la Festa del Lavoro, festa nazionale. Lo è perché è la giornata che celebra le lotte che, durante i secoli, i lavoratori hanno combattuto per poter veder riconosciuti i propri diritti. Il concertone lo vedremo a casa, in Tv con tanti artisti nelle piazze silenziose. Viviamo un tempo sospeso, condizionati dal virus, un’esistenza temporaneamente in bilico dove a prevalere è l’intento di sopravvivere, pensando che bisogna “resistere” e continuare. Il “desiderio di normalità” di ciascuno di noi e le comprensibili disperate pressioni di chi tra noi soffrirà di più sul piano economico, ci porteranno piano piano, un giorno dopo l’altro, a diventare un po’ più fatalisti.  Il virus ha profondamente rivoluzionato la nostra vita, ci ha costretti a “cambiare le nostre abitudini” Ci sarà comunque una stagione di adattamento e vedremo un’esplosione di nuovi servizi: le palestre cominceranno a vendere attrezzature per esercizio a casa e fare sessioni online, i ristoranti si attrezzeranno per offrire menù d’asporto con consegna a domicilio per ogni tipo di occasione, la didattica a distanza sarà sempre più richiesta e personalizzata a qualsiasi esigenza. Questo è uno scenario pessimistico ma sicuramente alcune cose non torneranno più come prima e da questo periodo della nostra esistenza, dovremo trarre un grande insegnamento, un monito per il futuro, un passaggio che dovrà metterci in guardia sulle future scelte politiche. Il mondo è cambiato tante volte e sta cambiando di nuovo. In questi giorni, chiusi in casa, abbiamo sperimentato nuovi modi di lavorare, di stare insieme. Abbiamo riscoperto le nostre passioni, abbiamo messo alla prova le nostre relazioni familiari. Internet, oggi più che mai, rappresenta la nostra speranza, il filo che ci tiene uniti, la nostra piazza virtuale, uno strumento di diffusione dell’equità sociale. Dovremo adattarci ai nuovi cambiamenti e pensare che siamo cittadini del mondo e che viviamo in un’unica grande comunità che deve crescere e svilupparsi superando le comuni problematiche per portare ovunque benessere e sconfiggere le ingiustizie sociali. Speriamo di ripartire come l’Italia è ripartita quel 25 aprile di 75 anni fa.

Salvatore Giacalone