Simbolo di una città ricca di miti e leggende, custode di templi e capolavori senza tempo, la moneta rende omaggio al patrimonio archeologico agrigentino, autentico ponte tra passato e presente, che testimonia ancora oggi una storia millenaria.
Il design della moneta richiama alcuni dei principali simboli del territorio: i resti del Tempio dei Dioscuri, il Telamone, il gocciolatoio leonino e l’Efebo di Agrigento. Sul rovescio è raffigurato un didramma, antica moneta in uso quando Agrigento era una polis greca, con l’immagine di un granchio, simbolo del dio-fiume Akragas, oggi ancora emblema della città. Un elemento antico racchiuso in una creazione moderna, a rappresentare la continuità storica e culturale di Agrigento.
La moneta, parte della serie “Capitali italiane della Cultura”, è stata emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Coniata in rame, con finitura Fior di Conio, ha un valore nominale di 5 euro ed è stata disegnata dall’artista incisore Uliana Pernazza.




