Tusa e l’amore per Selinunte, portò alla luce anche il santuario di Hera

“Vado a Selinunte spesso, per motivi di studio, ma lo faccio anche per ritrovare me stesso perché Selinunte rappresenta gran parte della mia vita, l’area archeologica nella quale ho speso la maggior parte delle mie energie”. Lo diceva spesso Sebastiano Tusa, l’archeologo e assessore regionale ai Beni culturali, morto domenica nel disastro aereo in Etiopia.

Sebbene fosse nato a Palermo, Tusa ha vissuto gran parte della sua adolescenza a Selinunte. Sebastiano, chiamato dai più intimi Nuccio, era di casa lì. Gli abitanti di Marinella, che sorge sull’antica città greca, lo ricordano bene.

Frequentava Selinunte sin dalla giovinezza, poiché accompagnava il padre Vincenzo, noto archeologo che al figlio trasmise la sua stessa passione, nelle sue escursioni ed assistendo alle sue innumerevoli scoperte come le Metope rinvenute nella fortificazione lato est dell’Acropoli.