“My Fair Lady” incanta il pubblico del Massimo

PALERMO, 27 NOV – Successo e sei chiamate alla ribalta per “My Fair Lady”, il grande musical di Alan Jay Lerner e Frederick Loewe, al debutto ieri sera al Teatro Massimo di Palermo. Tra le scene dello spettacolo, firmate da Gary Mc Cann, c’è un grande sipario che riproduce la pianta di Londra. Londra è la città della favola della bella fioraia, ma il sottotesto dice: se volete vedere un vero musical venite con noi a Londra. E tutto il cast, eccezion fatta per Giusi Giustino, la costumista del San Carlo di Napoli che coproduce lo spettacolo, viene dai teatri del West End londinese. E questo ha fatto la differenza, per la perfezione e la consumata esperienza delle coreografie, i movimenti di scena, la capacità canora e attoriale di tutto il cast. La regia di Paul Carran rende omaggio alla tradizione e al celeberrimo film di George Cukor, basti un solo esempio: Robert Hands, bravissimo nel ruolo del professor Higgins, allunga le gambe e porta le braccia dietro la testa, e chi conosce il film, vede Rex Harrison. Sul podio il direttore inglese Waine Marshall tiene con sapienza orchestra, coro e solisti, con un bel ritmo incalzante, senza alcuna concessione alla improvvisazione. Il professor Higgins, misogino insegnante di fonetica, è forse il migliore in scena e condivide il successo con John Conroy, un perfetto colonnello Pickering e con Martyn Ellis, spiritoso e applaudito Alfred Doolittle. La storia della fioraia del Covent Garden di Londra, nasce dalla scommessa con il colonnello Pickering: fare di Eliza Doolittle, una fioraia incapace di pronunciare la sacra lingua di Shakespeare, una lady da portare al ballo dell’Ambasciata, e trasformarla in una duchessa. Il principio è semplice e fortemente anglosassone: dimmi come parli e ti dirò chi sei, e quindi Higgins, sacerdote della fonetica, può trasformare la fanciulla a suo piacimento. Le scene di Gary Mc Cann riproducono il portico del Covent Garden, e con i fondali dipinti, le immense librerie dello studio del professor Higgins e la corsa dei cavalli ad Ascot, che prende suono e ritmo dal calpestio degli orchestrali. Nancy Sullivan affronta con successo il ruolo di Eliza, ma alla bella voce non si accompagna quel fascino che mette in risalto la trasformazione della fioraia. Bella prova per Rhis Whitfield (Freddy Eynsford-Hill)e le attrici Julie Legrand, Gillian Bevan, Rosemary Ashe. Si replica fino al 3 dicembre.

Fonte: ANSA