Mazara Del Vallo, Restaurata La Statua Dell’addolorata

Comunicato stampa n.07 del 12 aprile 2019

_in breve

MAZARA DEL VALLO, STASERA CONCERTO IN CATTEDRALE

Concerto “Quis est homo: le lacrime dell’Umanità”, stasera (venerdì), alle ore 20,30 presso la Cattedrale di Mazara del Vallo. A esibirsi sarà il coro del Conservatorio di musica “Antonio Scontrino” di Trapani, diretto da Antonio Giovanni Bono. All’organo concertante Vincenzo Alesi, all’organo solista Matteo Saverio Grasso. Ingresso libero.

 

CASTELVETRANO, OGGI via crucis nel quartiere belvedere

Stasera (venerdì), con partenza alle ore 20,45 dal rifornimento Eni di via Campobello a Castelvetrano, si terrà la Via Crucis nel quartiere Belvedere, organizzata dalle comunità ecclesiali della città e dal Servizio di Pastorale giovanile. La parrocchia Santa Lucia, col contributo della Diocesi – tramite i fondi 8×1000 – ha donato a ogni famiglia del quartiere una candela che sarà accesa su ogni balcone, proprio per illuminare il passaggio della croce. Sono circa 600 i lumini che sono stati acquistati e consegnati alle famiglie. Da mesi l’intero quartiere periferico della città è al buio, l’illuminazione pubblica non viene accesa a causa di un contenzioso avviato tra l’azienda fornitrice e il Comune.

 

MAZARA DEL VALLO, restaurata la statua dell’addolorata

Tornerà esposta al culto domenica prossima, presso la Cattedrale di Mazara del Vallo, la statua di Maria Ss. Addolorata, uno degli esempi dell’arte trapanese di sculture realizzate con la tecnica della “tela e colla”. Di gusto neoclassico, databile alla fine del Settecento inizi Ottocento, di autore ignoto, la statua mostra la Mater Dolorosa che incontra il Figlio lungo il Calvario; è raffigurata, infatti, nell’atto di incedere con le mani giunte e il viso stravolto dal dolore. Così come i misteri di Trapani, anche questa scultura è stata compiuta con un’anima interna in legno e sughero rivestita poi con tela imbevuta di colla, gessata e dipinta. Le parti anatomiche, quali il viso, le mani e i piedi, invece sono intagliate in legno di cipresso. L’opera è stata restaurata nel laboratorio Teri di Partanna, dopo l’autorizzazione ricevuta dalla Soprintendenza dei beni culturali di Trapani. La scultura presentava uno stato di conservazione mediocre, dovuto sia alla tecnica esecutiva che soprattutto all’ambiente conservativo particolarmente umido. La struttura interna costituita da un’intelaiatura in ligneo rivestita da sughero, mostrava un attacco biodeteriogeno attivo da parte di insetti xilofagi e diverse sconnessioni e fratture che non permettevano più a questa di assolvere la propria funzione portante. Il capo durante le ultime funzioni religiose si era lesionato e distaccato completamente dal collo ed era stato ricollocato in modo approssimativo adottando colle invasive e poco compatibili. Inoltre, tutto il volto era stato ridipinto nascondendo l’incarnato tipico del Settecento in pasta di stucco, abilmente sfumato e levigato che donava alle sculture un aspetto porcellanato. L’opera inoltre mancava del mantello e del velo e presentava solamente la veste in tela che aveva però ormai perso la sua forma originale a causa della depolimerizzazione delle colle organiche con cui era trattata. Inoltre, la pellicola pittorica presente su questo supporto era ormai fortemente decoesa, lacunosa e crettata. La presentazione del restauro avverrà domenica, alle ore 19,45 in Cattedrale.

L’addetto stampa

Max Firreri